Storia e Cultura

Fight for Humanity!

Una delle mie ultime uscite durante lo streaming del lunedì di Newsacademy (in fondo all’articolo), ha provocato un po’ (non tantissime) di interessanti discussioni.

Intanto devo dire che sono contento che vi siate risvegliati. Onestamente è bastato poco. Abbiamo scritto detto e fatto cose in precedenza, sulle quali valeva davvero aprire ampie discussioni, magari anche passare all’azione, ma non si è sentita una sola voce, non si è mossa una sola foglia.

Cominciamo da capo e torniamo indietro di parecchi anni. Anni nei quali la mia generazione ed io con lei, è scesa in piazza contro un “potere” che era diventato opprimente, e per conquistare tutta una serie di diritti che ci erano negati, e che ci sembravano sacrosanti. Ognuno di noi allora io compreso, abbiamo pagato il conto di quello che avevamo fatto, ma mai come in quei momenti, ci siamo sentiti vivi. Mai ci siamo pentiti, perché ci siamo sentiti parte dell’umanità.

Non c’erano Instagram, o Facebook o X o Tik Tok a radunare le folle, ma bastava un ciclostile, qualche passaparola e la voglia di appartenere ad un momento che istintivamente, sapevamo sarebbe stato storico. Non c’erano i telefonini e i telefoni di casa generalmente, erano chiusi da lucchetti che i genitori ci mettevano, per evitare di pagare bollette stratosferiche. Noi in ogni caso, nei momenti “impellenti”, trovavamo sempre il modo di aggirare l’ostacolo e fare di straforo qualche telefonata. Non c’erano TG, non c’era internet, ma com’è come non è, ci si ritrovava puntuali, centinaia di migliaia nelle piazze tutti insieme, e per quanto allora come ora le questure si affrettassero a dire che eravamo quattro gatti, sfido chiunque a smentire che in piazza, non si era mai meno di 30/50 mila. Ho visto imponenti manifestazioni a Roma, Torino e Milano, anche di 200 mila persone e ricordo che eravamo felici. Tutti nessuno escluso.

Ora direte voi, e tra voi anche noi, chissenefrega! Vero, in fondo di quegli anni a parte la nostalgia che ogni tanto pervade chi come me era in piazza, nel vedere oggi strade e piazze deserte, senza una voce di dissenso, di quei tempi non è rimasto niente.

Proprio niente no. Molte delle conquiste di quegli anni sono rimaste: tipo il “Salario minimo garantito”… no, quello ve lo siete fatti soffiare sotto il naso, allora le “40 ore settimanali” e il sabato libero… vero anche questa ve la siete fatta portare via, allora la “Scala mobile”.. no quella ve l’hanno polverizzata in men che non si dica.. mmm… allora la riforma del “Servizio Sanitario Nazionale”… no pure quella sparita nel nulla. Vabbè, potete sempre consolarvi con Aborto e Divorzio che ancora resistono chissà per quanto. Perché sia Aborto che Divorzio, miei cari compaesani, sono conquiste della mia generazione. Sono conquiste degli anni ’70, e per averle molti di noi sono rimasti sulla strada. Da Pinelli alle stragi di Piazza Fontana e Piazza della Loggia, da Zibecchi a Franceschi, da Tavecchio alla strage dell’Italicus, da Giorgiana Masi alla Strage di Bologna, tutti morti che lo Stato ha sulla coscienza, tutti giovani tra i 18 e i 30 anni, che sono scesi in piazza per lottare e conquistare quei diritti, che piano piano vi siete lasciati erodere nel tempo.

Mi levo dal gruppo perché per raggiunti limiti di età, vado per i settanta ormai, non mi sento colpevole dell’erosione che si è verificata negli ultimi anni. Ero in piazza allora, e sono stato in piazza durante la follia della pandemia e del falso virus, ma se in piazza quattro anni fa, fosse scesa come negli anni 70 quella generazione, se ci fossero state quelle masse di persone, il “virus” sarebbe svanito in un attimo.

Ora veniamo al punto nodale: le elezioni. Formalmente o giuridicamente, non andare a votare in un’elezione non fa differenza sul risultato finale. Nei referendum invece, non andare a votare e non raggiungere il famoso quorum 50+1 degli aventi diritto, può portare all’annullamento dello stesso referendum. Facciamo un esempio pratico:

La Von Der Leyen ha 8 figli tutti in età di voto. Se alle prossime elezioni europee ci fossero 50 candidati tra cui lei, e tutti i 49 candidati non ottenessero nessun voto, mentre i figli della Von Der Leyen andassero tutti e otto a votare per la mamma, la nazista vincerebbe per otto voti e tornerebbe in carica. Se invece per un qualsiasi referendum, su 100 aventi diritto di voto, 51 non andassero a votare, il referendum verrebbe automaticamente annullato. Fin qua niente da dire.

Ora c’è una larghissima maggioranza di persone, che è per l’astensione totale, per far sapere al “potere”, che “Noi” non lo legittimiamo, che non lo riconosciamo, che non siamo disposti a stare alle sue regole. Direi che posso essere in parte in sintonia con questa maggioranza. Ma sebbene mi senta in parte vicino a questo pensiero, mi resta una domanda in testa, alla quale non riesco a dare risposta: se non ci va bene questo sistema, se non sopportiamo più il livello di censura che c’è nel nostro paese, se siamo saturi della “sorveglianza” che il potere esercita con telecamere, algoritmi che invadono e spiano le nostre vite, perché non scendiamo in piazza con i randelli? Perché non invadiamo tutti insieme le piazze di questo paese e ci ribelliamo a questo governo? Perché a parole, io vedo, sento e discuto con centinaia di persone che fanno i fenomeni, ma poi tornano tutti a casa. Nelle case in affitto o di proprietà, abusive o no, vanno tutti nei supermercati a fare le code per comprare cibo che il potere ci fa comprare, salgono tutti sulle auto o sulle moto comprate a rate o in contanti, per mettersi in fila la domenica in interminabili e lenti serpentoni verso il mare o la montagna, dove entrano in case in affitto o di proprietà o improvvisate, per “sfuggire” alla monotonia della vita quotidiana, e qualcuno mi ha anche detto, che “così li non ci possono seguire”. Perché fanno i fenomeni su Instagram, su X o su Facebook per poi tornare a casa la sera, guardare la partita su Dazn o un film su Netflix, oppure ci si rinchiude in camera a testa china su di un computer per vedere se qualcuno ha messo un like al vostro post?

Mi spiegate nel caso specifico, perché ci si prende la briga di leggere qualche migliaio gli articoli su Newsacademy o commentare le azioni di qualcuno di noi, ma poi lo streaming sempre di Newsacademy va deserto? Perché ci si prende la briga di leggere un articolo e ne abbiamo fatti anche di molto “forti” o “diretti” nel tempo, ma poi non si partecipa, non si sostiene un pensiero un’idea, un momento comune? Questa domanda o queste domande restano per me un mistero. Un amico della redazione del nostro giornale mi dice sempre: “Perché non ci sono più i partiti, che fanno da catalizzatore al malessere della gente”. Credo che abbia ragione, quindi dico io, di conseguenza le “rivoluzioni di popolo” non esistono. Scriviamo il nostro dissenso nella speranza che il “potere” ci legga, si senta in colpa e cambi le regole impose, ma non sarà mai così.

Qualche tempo fa stanco delle sfuriate ignobili di Ilaria Capua, l’ho segnalata per “Procurato Allarme”. Probabilmente la mia segnalazione si è aggiunta ad un altro centinaio di persone che come me si sono stancate di questi disturbati mentali servi del potere, ed è finita li. Ma se la mia segnalazione si fosse aggiunta a qualche milione di segnalazioni arrivate da tutta Italia, probabilmente la cosa non sarebbe finita li, ma avrebbe avuto un seguito. Forse la Capua non sarebbe finita nelle patrie galere, ma forse ce la saremmo levata dai cabbasisi. Di certo non lo sappiamo, ma quando mio padre il giorno 8 settembre del 1943, capì che qualche cosa non funzionava, decise di andare in montagna con altri amici a combattere il nemico. Di certo non sapeva come sarebbe finita, ma scelse di combattere e non di scrivere su Facebook il suo dissenso.

Charlie Chaplin diceva: “Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti”. Mi sembra che tra tastiere e parole al vento, si sia davvero rinunciato al coraggio e ci si sia piegati ai condizionamenti. Non volete andare a votare? Non volete vaccinarvi? Bene sono con voi, ma mi avrete saldamente al vostro fianco, malgrado l’età, quando deciderete di scendere in piazza e lottare per la nostra libertà.

Fight for Humanity !

Bruno Marro

https://brunomarro.com

https://brunomarro.blogspot.com


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Bruno Marro

Bruno Marro nasce a Torino il 5 marzo 1956 Musicista, compositore e scrittore, nella sua carriera ha scritto musiche per cartoni animati, trasmissioni televisive e fatto regia teatrale.

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