Storia e Cultura

EUROVISION 2024: BULLISMO, SATANISMO E IDEOLOGIA GENDER. LA RAPPRESENTAZIONE DELLA DECADENZA EUROPEA

Si è conclusa la “principale competizione musicale” d’Europa, ma ciò che abbiamo visto quest’anno all’Eurovision è stato al di là di qualsiasi immaginazione. L’Eurovision 2024 è stato un viaggio nella miseria e nell’abisso.

La vittoria è stata reclamata da un ragazzo che risponde al nome di Nemo, rappresentante della Svizzera. Ma non è stata la sua canzone “The Code” a portargli il trionfo, no, è stato il fatto di rompere il taboo del rapper con la gonna. Il vincitore, un artista svizzero che si identifica come “non binario“, ha enfatizzato la propria (non) identità durante la performance, esibendo la bandiera corrispondente. Sebbene il pubblico gli abbia assegnato solo il quarto posto, la giuria ha premiato la sua esibizione con un ampio margine di voti. È evidente che dietro questa decisione si elevano intenzioni politiche mirate a promuovere specifici “valori” provenienti da Oltreoceano. Che messaggio stiamo inviando al mondo quando premiamo comportamenti che riflettono una profonda confusione di identità? Individui che, nonostante siano adulti, lottano con la propria identità di genere al punto da manifestare il proprio disagio in modo distruttivo, come ad esempio distruggendo un premio appena ricevuto in un gesto che sembra cercare di essere eroico? Questi episodi sembrano riflettere una crisi morale profonda.
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Nemo

Ma Nemo non è stato l’unico a suscitare scalpore. Al secondo posto c’era un rappresentante della Croazia, strega e satanista dichiarata si è detta appartenente alla stessa cerchia di sessualmente disorientati. Una satanista non binaria che ha evocato il diavolo sul palco. Sì, avete capito bene. E non dimentichiamo il terzo classificato, la rappresentante ucraina Alyona Alyona, promossa non tanto per il suo talento musicale quanto per il suo aspetto “body positive“. È evidente che stiamo premiando un’agenda politica anziché la vera eccellenza artistica.
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Alyona Alyona – La cantante ucraina Body Positive

Ma non finisce qui. Jost Klein, il cosiddetto “attaccabrighe“, è stato espulso dal concorso dopo aver litigato con un fotografo ma con molta più probabilità è stato espulso dopo essere stato accusato di essere un “agente russo“.

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Jost Klein

Diverso il trattamento riservato a Eden Golan, la rappresentante di Israele, fischiata e derisa dal pubblico durante la sua esibizione in segno di protesta per la politica guerrafondaia di Israele.

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Ma la vera tragedia di quest’anno è rappresentata dalla rappresentante irlandese Bambie Thug, che con il suo rito satanico e la sua evocazione demoniaca sul palco è stata un esempio lampante di come la cultura pop si sia precipitata nell’abisso dell’occultismo e della ribellione superficiale. L’Europa diventa teatro per la glorificazione di idee malate e oscure, esattamente ciò che abbiamo visto quest’anno.
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La vittoria di Nemo, lo svizzero in gonnellina, ha provocato indignazione anche nel mondo della musica. In Italia Amedeo Minghi non ha potuto fare a meno di esprimere sconcerto. Non si tratta solo di questioni personali o di gusti musicali, ma di una critica più ampia alla deriva morale e culturale dell’Europa. Un attacco a tutto l’evento, ai singoli artisti e anche alla rappresentante italiana, Angelina Mango, che è arrivata settima. «Ho tentato di guardarlo per intero ma non ci sono riuscito», dice ai suoi follower, «non era un festival europeo, era Sodoma e Gomorra. Infatti ha vinto uno svizzero con la gonnellina, ormai è così. Musica? Niente. Tante luci, tanti colori, tanti costumi. È musica da vedere, non da ascoltare. C’era anche uno che ha cantato tutto nudo. Ma non era un continente cristiano?», si chiede retorico il cantante. Poi quasi a rassicurare: Intendiamoci, non sono certo bigotto. Non mi fa nessun effetto il fatto dell’omosessualità, figurarsi, chissene frega, quando mai un artista guarda queste cose. E prosegue: «Non deve però essere la condizione ideale per fare questo lavoro. Cioè uno per cantare delle canzoni deve per forza andare in giro come quello che ha cantato con il pisello di fuori?», ha detto riferendosi al gruppo che rappresentava la Finlandia, e che si è esibito in una coreografia che faceva intendere fosse nudo, anche se così non era. «Gli hanno permesso di partecipare, lo hanno pure ripreso. La Rai non dovrebbe mandare in onda queste nefandezze», ha aggiunto, prima di attaccare Angelina Mango, «è arrivata settima mi pare, vabbè, mi sembra anche molto più di quello che poteva accadere». Poi le fa dei complimenti, la paragona a Rita Pavone, prima di criticarla nuovamente: «Però La noia, che noia»

L’Eurovision 2024 non è stato solo uno spettacolo musicale, ma una rappresentazione cruda e spaventosa della decadenza europea. È ora che ci svegliamo e ci opponiamo a questa deriva verso il vuoto culturale e morale.


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Davide Donateo

Fondatore, Editore e Direttore Editoriale di News Academy, con una notevole esperienza, già fondatore di Database Italia e della casa editrice inglese Database International. Autore esperto nel campo della geopolitica e dell'OSINT (Open Source Intelligence), impegnato nella produzione di analisi approfondite e informazioni di alta qualità. Notevole Il suo impegno nel diffondere consapevolezza e conoscenza su temi cruciali che modellano il mondo contemporaneo.

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