Storia e Cultura

Prima o poi Gesù arriva

Da un po’ di tempo sui muri di molte città italiane, ho notato la scritta: Gesù arriva.

Ora premetto che non sono un cattolico fervente. Non sono uno di quelli che da un nome all’idea che ho dell’aldilà. Non frequento le chiese, ma sono sempre rimasto molto rispettoso di quel tipo di culto, dei luoghi dove viene celebrato e delle persone che li frequentano.

Ognuno di noi ha una sua idea, e che si chiami Gesù o qualsiasi altro nome gli si voglia dare, tutte vanno rispettate. In fondo si tratta di dare un senso alla nostra breve esistenza e una speranza sul fatto che tutto quello che facciamo non vada perduto nell’oblio.

Comunque quelle scritte sui muri, mi hanno fatto pensare a cosa succederebbe se veramente, prima o poi Gesù scendesse sulla terra.

A parte il fatto che se fossi in Gesù un po’ mi sentirei offeso. Ma come, tutto quello che vi ho detto, tutto il sacrificio fatto per insegnarvi la differenza tra buono e cattivo, tra giustizia e ingiustizia, lo avete cancellato in così breve tempo? Quindi onestamente un po’ mi scoccerei a ritornare, rifare tutto da capo, subire nuovamente la “Via Crucis”, finire sulla croce e poi risorgere nuovamente. Se poi guardassi al risultato di quello che è avvenuto dopo la mia ascesa al cielo, direi che il tutto è alquanto scoraggiante.

Comunque ammettiamo che Gesù ritorni. Che cosa ne farà dei popoli della terra? Farà una sua giustizia che poi è la sua giustizia divina e quindi comunque sia dovrà essere accettata?

Sarà giusto e misericordioso? Sarà un po’ arrabbiato?

Ricordo a questo proposito che nel libro dell’Esodo, cioè il secondo libro della “Torah” ebraica e della Bibbia Cristiana, si narra che Mosè si reca più volte dal faraone, chiedendo la liberazione del popolo ebraico. Il faraone rifiuta sempre, e Dio colpisce l’Egitto con le 10 piaghe.

Ora quando Gesù tornerà sulla terra, a che cosa si affiderà per “risanare” questa umanità? Alla misericordia o alla giustizia? Oppure un mix di tutte e due? Se è misericordioso, parlerà ai popoli rimettendo tutti sulla retta via, ma se è giusto, una qualche giustizia dovrà applicarla.

Per esempio (per restare nell’attualità) non potrà mettere sullo stesso piano chi massacra i bambini in Palestina, o gli espianta gli organi mentre sono vivi succhiandogli il sangue che poi rivenderà traendone profitto, con il mio vicino di casa. Il mio vicino, tutte le mattine alle sei si alza, va a lavorare in fabbrica, rientra alle 18 mantiene due figlie e la moglie, e tutti e quattro la domenica vanno in chiesa, e sono sempre molto rispettosi di tutto e tutti. Sempre pronti ad aiutarti o a farti un favore.

Direi che se è anche giusto, una qualche forma di rivalsa al mio vicino rispetto al criminale precedente, gliela deve dare. Quindi che cosa farà? Istituirà una specie di “Girone Dantesco”, dove i primi finiranno nel girone infernale dei: “Crimini contro l’umanità” e i secondi assurgeranno al paradiso, nel girone: “Buoni a favore dell’umanità”? Oppure azzererà tutto e dirà che si ricomincia da capo. Tutti uguali, con gli stessi diritti e gli stessi doveri, senza colpe da espiare o meriti da esigere? Nel primo caso si dimostrerà si giusto, ma non misericordioso. Nel secondo invece, si dimostrerà misericordioso ma non giusto. Insomma un bel dilemma.

Se poi piuttosto baserà la “sua venuta” sul principio della giustizia e dell’equità perché quello che ormai manca totalmente in questo mondo è l’applicazione della giustizia, come agirà? Sicuramente sa che la situazione in cui siamo, è la conseguenza di una serie di azioni e assoggettamenti, da parte di molta umanità, al volere di pochi che stanno cercando di soggiogare un intero pianeta. Lui lo sa…

Gesù di certo non potrà mettere sullo stesso piano chi, qualche anno fa, ha scelto di asservire e assecondare il disegno criminoso dei potenti, basato sulla pandemia e sul virus mortale, e chi invece ha combattuto queste finalità. E non so se lo convincerete del contrario. Potrete anche dirgli che “io l’ho fatto per non perdere il lavoro”. Ma lui, Gesù, lo sa che c’è un numero impressionante di persone, che con famiglia e figli hanno perso il lavoro, nel nome di una scelta di libertà pur di non assoggettarsi a diktat di stampo nazista.

Alla luce degli ultimi fatti, è chiaro che i primi hanno trascinato l’umanità in questo baratro dal quale facciamo fatica a venire fuori, mentre i secondi hanno cercato di impedire a tutti la caduta nel baratro. Non solo, ma i primi hanno fiancheggiato e sostenuto anche in modo compiacente la discriminazione e la “distanza sociale”, mentre i secondi hanno cercato in tutti i modi di avvisare i primi del tranello che stava dietro a tutta questa narrazione. In ogni caso Gesù lo sa bene com’è andata. Sa bene chi sono gli attori buoni e quelli cattivi.

Quindi che cosa farà? Istituirà un girone specifico che chiamerà “Quelli che…” copiando il nome da una famosa canzone di un cantautore milanese deceduto tempo fa? E che punizione gli darà? Forse qui si rivelerà misericordioso, pensando a tutti coloro che sono già morti, che hanno gravi danni e sono costretti a vivere una vita disgraziata, o tutti coloro che la sera, prima di chiudere gli occhi, pregano di riaprirli la mattina dopo. Insomma forse anche qui applicherà il metro di: “misericordia e giustizia”. In fondo i “credenti” del virus mortale, sono già stati puniti abbastanza, anche se è vero che i “non credenti” in questo caso, non sono stati risarciti per niente. Ma essendo lui “buono e giusto”, qualche cosa si inventerà.

Insomma, che cosa succederà quando Gesù tornerò sulla terra? Di certo il caos, la corruzione, le atrocità, la cattiveria le falsità e la deriva verso un mondo oscuro, oggi è più forte e potente che mai. Certamente più grande e complessa di quando egli scese sulla terra la prima volta.

Quindi non vorrei essere nei suoi panni, e se dovesse accadere, qualunque siano le scelte che adotterà, avrà tutta la mia comprensione.

Dopo aver a lungo pensato ad una sua venuta, mi sono fermato a chiedermi perché da sempre, il mondo aspetta l’arrivo del messia, e non è capace a prendere in mano le redini della situazione e cambiare le regole del gioco. Non è in grado di vivere la sua vita, ma se la fa vivere da altri.

Negli anni 70 la mia generazione ha combattuto e molti sono rimasti sul campo. Ma abbiamo ottenuto un sacco di vittorie che pochi oggi ricordano. Per esempio cari ragazzi (giovani), se a scuola oggi avete ancora (per poco credo) le ore di 50 minuti e l’intervallo di 10 minuti tra un ora e l’altra, lo dovete alla mia generazione. Invece voi care ragazze (giovani), se oggi (ancora per poco) avete la possibilità di andare ad abortire, lo dovete sempre alla mia generazione. Se poi ragazzi e ragazze, vi mettete insieme e dopo un po’ decidete di dividervi e divorziare (anche qui ancora per poco), lo dovete sempre a noi, alla generazione che negli anni 70 ha invaso le strade con proteste gigantesche e scontri di piazza anche molto violenti. Dovete a noi un sacco di vittorie, che man mano negli anni vi siete lasciati sottrarre senza battere ciglio. Oppure dicendo solamente: “vabbè ma cosa vuoi che sia”. Per esempio avevate il “salario minimo garantito”, che faceva si che oggi non avrebbero mai potuto assumervi per un periodo di 2/3 oppure 4 mesi a 600 euro al mese per poi lasciarvi a casa senza nessuna garanzia. Nel lavoro si era anche raggiunto un accordo per una settimana di 5 giorni e un massimo di 40 ore lavorative. C’erano le ferie che erano 4 settimane retribuite e non monetizzabili, cioè non sostituibili da un compenso monetario aggiuntivo, e decine di altre conquiste, che vi siete fatti soffiare sotto il naso senza fare una piega. Anzi, per dirla come il famoso cantautore milanese, non avete fatto “nanca un plisse”.

Samuel Beckett verso la fine degli anni quaranta, scrisse un’opera teatrale memorabile: “Aspettando Godot”. L’opera per farla breve, pone l’accento su di una situazione che dà l’apparenza di essere imminente, ma che nella realtà non accade mai. Il tutto, senza che i due protagonisti dell’opera, facciano nulla per far si che la situazione si realizzi. Insomma siamo tutti ad aspettare che qualcun altro ci tiri fuori da questo pantano, senza però fare nulla per uscirne. Sui muri oggi, si potrebbe tranquillamente leggere: “Trump arriva”, oppure “Elon Musk arriva” e altri ancora. Pensate davvero che chiunque arrivi ci farà riemergere? Pensate davvero di fare qualche cosa voi stessi per voi stessi o siete convinti che Godot prima o poi arriverà?

No perché proprio qui sta il senso di tutta questa situazione e l’essenza di quella scritta sui muri. Gesù non venne sulla terra per salvare l’umanità dalla perdizione, ma per ammonirla della perdizione a cui stava andando incontro.

Quindi fatemi capire, e mi tiro fuori perché la mia parte l’ho fatta e ho raggiunto i limiti di età che mi impongono più di riflettere che agire, e poi perché è ora che camminiate con le vostre gambette: avete proprio intenzione di restare a guardare tutto quello che vi sta piovendo sul crapone, oppure pensate di tirarvi su le maniche e disbrigarvela da soli, tutti insieme, reagendo, combattendo, opponendovi con forza a tutto questo taglio di libertà, a questo crescere di controlli sulla persona, sul proprio modi di decidere di se stessi della propria esistenza?

Pensate in fin dei conti di essere in una bolla meravigliosa e privilegiata, o non vi accorgete davvero di niente perché siete dei babbei?

Nel caso pensiate che niente di tutto questo vi appartenga, nel caso pensiate che queste siano solo elucubrazioni di un “anziano” poco sano di mente, nel caso in cui siete convinti che “in fondo non si sta poi così male”, allora tranquillizzatevi.

Prima o poi, Gesù arriva.

Bruno Marro


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Bruno Marro

Bruno Marro nasce a Torino il 5 marzo 1956 Musicista, compositore e scrittore, nella sua carriera ha scritto musiche per cartoni animati, trasmissioni televisive e fatto regia teatrale.

Un commento

  1. Parli tanto di Gesù e poi di “fortuna” di avere il diritto ad abortire : concordo su tutto il resto, ma su sta cosa fai un po’ pena….

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