Storia e Cultura

Mai stati eroi

Il “Rocker de’ noantri” il “Liga” nazionale, ci avvisava già qualche anno fa: Niente paura. “Ci pensa la vita..” gli avevano detto così.

Per definizione culturale abbiamo sempre pensato che i Rocker, fossero quelli che erano davanti a tutto e tutti. Che avevano capito tutti e tutto, che potevano permettersi tutto e tutti. Ci sembravano tutti belli e dannati, tutti ricchi e sballati. Loro avevano il potere di comprendere i disagi delle ere giovanili, e portare avanti dall’alto di un palco con la lor musica, la nostra protesta. Insomma dei novelli “Vati” dai lunghi capelli, che ci avrebbero indicato la strada, e avrebbero ribaltato il sistema.

In realtà la Treccani riporta tutti con i piedi per terra, dando di Rocker la giusta definizione e di conseguenza la giusta dimensione: “Chi canta o compone musica Rock”. Fine.

Così anche il nostrano Ligabue che era contro tutto e tutti, che sbraitava contro il sistema lanciando anatemi ai proseliti in delirio sotto il suo palco, si è uniformato al sistema, si è fatto promotore della campagna vaccinale, si è preso paura e si è vaccinato. Adesso sta male.

Insomma i nostri eroi, quelli che non hanno mai paura, alla fine hanno più paura degli altri. Perché predicare con una chitarra in mano o su di un palco alto tre metri, lanciare strali ad una folla delirante di deboli che sperano tu possa dargli delle risposte e risolvergli la vita è un conto. Affrontare realmente da solo la paura, cercare di capirla, farsi delle domande, essere veramente contro il sistema e combatterlo davvero, è un’altra.

Succede a molti di noi Ligabue compreso. Anzi, devo dire che il buon vecchio contadino di Correggio, l’ho tirato in mezzo soltanto perché si era arrogato il diritto di cantare a tutti “Niente paura”, per poi essere stato uno dei primi ad avere paura. Il malcapitato comunque fa il pari con centinaia di altri pseudo “Rocker” che professano “Niente paura”, ma in realtà si sono assoggettati al sistema, lo hanno sorretto, hanno convinto le migliaia di fans delle loro scelte e si sono rintanati in casa con tutta la paura immaginabile. Per restare in tema Italia, mi vengono in mente i vari Vasco lo “spericolato”, Manuel Agnelli quello che “a me la vita non mi frega un c@@@o”, i più “sofisticati” Caparezza, Carmen Consoli etc. etc.

Praticamente il 95% della musica italiana, compresi il gruppo del momento, super ultra rocker che è contro il sistema, la storia, la luna, le coppie etc.: i Maneskin, e lo sfigato di turno Eco-Solidale: Jovanotti. Ci son anche molti “rapper”, quelli che nei loro testi dirompenti, hanno parole di forte contenuto sociale come: “puttane”, “catene d’oro”, la “boccia di champagne” e idiozie simili.

Ma niente paura, sono in buona compagnia internazionale. Dai Pearl Jam quelli del Rock Sudista, quelli che loro sono nati dentro la rivoluzione, ai Muse e Robbie Williams. Se poi vogliamo tornare indietro alla mia generazione, anche i vari Bob Dylan che hanno fatto “soffiare nel vento” (chissà perché poi) le masse giovanili, gli Eric Clapton che si è ammalato, si è pentito, si è scusato, è diventato accanito no vax. Ha poi rilasciato una lunga intervista, dove raccontava la sua drammatica vicenda vaccinale, gli effetti collaterali subiti etc etc. Una inutile sequela di “scusatemi” mi sono sbagliato, illuminata solo da una frase che mi ha fatto ridere molto: “Sono convinto..” dice Clapton, “che gli Amish non abbiano avuto il Covid, perché non hanno la televisione”.

Insomma da dietro le quinte tutti grandi combattenti, salvo allinearsi al primo grido nella notte e a tornare tutti a cuccia. Molti di loro per colpa delle scelte fatte, hanno chiuso la carriera in questi ultimi tre anni. Molti di loro hanno sbraitato contro chi non si allineava dimenticando i capelli lunghi, i tatuaggi, i rutti sul palco gli spinelli o la coca nei back stage e alla fine.. si sono allineati ma non si sono sierati. Hanno preferito urlare alla finestra, per poi chiuderla e farsi dentro casa i propri affari che ovviamente non sono gli affari sbandierati ai fans.

Il problema è che i fans, questa moltitudine di persone che si accalcano sotto i palchi di questi pseudo pupazzi canterini, dimenticano tutto in fretta. Le balle, gli eccessi, le idiozie, le anomalie etc. Proprio tutto. Così alla prima uscita del loro idolo rimesso a nuovo e con trucco rifatto, si presentano puntuali ad applaudire, acclamare, bersi le idiozie di tutti insieme a tutti nel tutto più vuoto che c’è. Ai nostri “Rocker” si perdona tutto. In fondo lo sappiamo che sono strani e come cantava un visionario di altri tempi: “Quello che oggi era vero, non sarà vero domani”.

Ma niente paura, il tempo rimette a posto le cose e globalizza anche la musica, i vaccini, i fans, gli effetti collaterali, il clima, l’ecologia, i criminali, gli onesti i furbi e gli stupidi.

Giorgio Gaber che non era per niente un Rocker, aveva già compreso tutto negli anni settanta. Lo cantava anche a tutti noi, che imbambolati si andava nei teatri ad ascoltarlo:

“Cari cari polli di allevamento
coi vostri stivaletti gialli e le vostre canzoni 
cari cari polli di allevamento
nutriti a colpi di musica e di rivoluzioni”

Ci facciamo imbonire da furboni che sulle nostre emozioni, sui nostri sogni e sentimenti, accumulano fortune, fregandosene del green, dei risparmi, delle condizioni dei poveri etc. etc. Ci fregano con le loro vite “spericolate” dove poi, al riparo da riflettori e macchine fotografiche, l’unica cosa spericolata che riescono a produrre, è la scelta tra la nuova Tesla o la sempreverde Mustang. Ci infarciscono di parole indicando strade da seguire che loro ovviamente, si guardano bene dal percorrere. Fanno i rivoluzionari che si allineano al potere, appena il potere alza la voce o li guarda male. Hanno accumulato fortune in nero senza pagare tasse, beffando lo stato cioè noi.

Negli anni, sono state aperte e chiuse in breve tempo decine di inchieste sul giro di denaro in “nero” dei concerti live. Un niente di fatto che non ha scalfito la fiducia, l’isteria e l’amore che i fans hanno per i loro idoli. Truffati, beffati e contenti. È così da sempre.

Non si sottraggono, anzi se mai raddoppiano con gli inganni, le nuove star del Rock.

Prendiamo a caso un gruppo attualmente sulla cresta dell’onda e acclamato in tutto il globo: i Coldplay. Dopo aver chiesto a milioni di fans di entrare ai loro concerti punturati e mascherati per il bene di tutti, per il bene del pianeta, adesso vi chiedono di aderire alla svolta green, sempre per il bene di tutti e per il bene del pianeta.

Allora vediamola questa svolta green. Un loro concerto negli stadi, consuma 100.000 watt per 4 ore di musica. Per illuminare due ore di palco, ci vogliono 100.000 watt. A questo va aggiunto il consumo del carburante diesel, che occorre ai camion (parecchi), che generano tutta questa energia per almeno 5 ore. Non penserete mica che bastino le prese elettriche di uno stadio per sostenere quella potenza elettrica vero?!?!

Però e qui la svolta green, l’idea strabiliante, il “coupe de teatre de theatre” che sostiene il loro nuovo tour. I Coldplay hanno sistemato delle biciclette che pedalando (qualche adepto o pirla scegliete voi, tra i fans si trova sempre), generano sino a 200 watt di energia. Lascio a voi fare i calcoli dei milioni di watt di energia che servono per sostenere queste mega produzioni, e quanto di green ci sia in tutto questo e soprattutto, quanto dovete pedalare.

Ma alla generazione di Greta Thunberg, la pasionaria del potere prestata alle masse giovanili, dei calcoli poco importa. In fondo sono state le prime a presentarsi nelle cattedrali vaccinali, perché lo avevano chiesto i Muse, o J-Ax o centinaia di Rocker che pur di continuare a “fare soldi”, hanno umiliato milioni di giovani, obbligandoli ad entrare negli stadi, nei locali e nei teatri, mascherati con tanto di marchio verde. Milioni di “polli di allevamento” pronti per primi ad aderire ai diktat del potere, per continuare a “sballarsi” con aperitivi e discoteche stracolme. “Polli di allevamento”, che si sono presentati sull’aia di buon’ora per seguire le istruzioni del giorno, per pendere dalle labbra dei loro Rocker preferiti. Non una voce critica, non un cenno di protesta, non una domanda non una riflessione.

“Niente paura” ragazzi, continuate a segue i vostri idoli. Continuate ad andare ai loro concerti, seguendo i loro deliri e riempiendogli le tasche. Solo non fategli domande e non aspettatevi gesti eclatanti o rivoluzionari, azioni o canzoni che lascino il segno e ribaltino il sistema.

I rocker non sono “Mai stati eroi”

Bruno Marro

https://brunomarro.blogspot.com/

https://brunomarro.it/


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Bruno Marro

Bruno Marro nasce a Torino il 5 marzo 1956 Musicista, compositore e scrittore, nella sua carriera ha scritto musiche per cartoni animati, trasmissioni televisive e fatto regia teatrale.

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