Scienze e Salute

Vaccinazione HPV in Puglia: Emiliano e Lopalco e la Coercizione Mascherata da Dissenso Informato

In un’altra brillante mossa per “migliorare” la sanità pugliese, la Regione Puglia ha deciso di introdurre una nuova legge che obbliga gli studenti di età compresa tra gli 11 e i 25 anni a presentare una documentazione relativa alla vaccinazione contro il Papilloma Virus (HPV) per poter accedere ai percorsi di istruzione. Questa legge, la prima del suo genere in Italia, viene promossa da due luminari della sanità regionale: Fabiano Amati e Pierluigi Lopalco.

Michele Emiliano e Pierluigi Lopalco sembrano aver trovato la loro vocazione nella coercizione sanitaria. Dopo aver già fatto parlare di sé durante la pandemia di Covid-19 con misure draconiane e anti-democratiche, ora ci riprovano con l’HPV. Invece di concentrarsi su una sanità che funzioni, preferiscono imporre la loro agenda vaccinale a scapito dei diritti individuali e della libertà di scelta. La Puglia, notoriamente appassionata a queste follie, continua a dimostrare la sua inclinazione verso approcci autoritari, come ben evidenziato dagli attori in campo, soprattutto Lopalco.

Il concetto di “dissenso informato” suona quasi come uno scherzo di cattivo gusto. La richiesta di un certificato di dissenso per iscriversi a scuola o all’università è una forma subdola di pressione sociale. Ma davvero Emiliano e Lopalco pensano che la gente non capisca il gioco che stanno facendo? Certo, presentare un rifiuto documentato sembra una scelta libera, ma in realtà è una spinta velata verso la vaccinazione obbligatoria, un capolavoro di manipolazione burocratica. Organizzano questi colloqui con “dissenso” finale solo per rastrellare vaccinandi. Vedremo quale sarà il modo migliore per interfacciarci appena il meccanismo si avvierà. Ad ogni modo, dubito che i più saggi firmeranno questo cosiddetto dissenso.

Pier Luigi Lopalco, colui che promuove questa iniziativa con tanto fervore, ha ricevuto negli ultimi anni assegni di ricerca e compensi personali per partecipare a comitati consultivi di GSK, MSD, Pfizer, Sanofi e Seqirus. Come confermano i documenti, Lopalco ha ricevuto denaro da queste stesse aziende che producono i vaccini HPV, il Gardasil di MSD e il Cervarix di GSK. Guarda caso, sono proprio questi i vaccini che Lopalco e Emiliano vogliono rendere praticamente obbligatori per gli studenti pugliesi. Coincidenze? Difficile crederlo.

Vaccinazione HPV in Puglia: Emiliano e Lopalco e la Coercizione Mascherata da Dissenso Informato News Academy Italia

Ma non finisce qui. Lopalco, sempre pronto a promuovere gli interessi delle case farmaceutiche, ha recentemente proposto una modifica alla legge regionale per includere la somministrazione di anticorpi monoclonali ai neonati per la prevenzione delle infezioni da virus respiratorio sinciziale (VRS). Questa terapia, appena approvata, prevede la somministrazione degli anticorpi prima delle dimissioni dal reparto maternità per tutti i neonati nati nel periodo ottobre-marzo e, per i nati da aprile a settembre, a cura dei servizi territoriali. Ancora una volta, Lopalco mostra la sua inclinazione a spingere per interventi sanitari.

I Numeri non Mentono: Una Campagna Vaccinale Fuorviante

I dati parlano chiaro. L’Istituto Superiore di Sanità afferma che “la maggior parte delle infezioni da HPV è transitoria e viene eliminata dal sistema immunitario entro 1-2 anni”. Ma Emiliano e Lopalco, paladini della salute pubblica, preferiscono ignorare questi dati per promuovere una vaccinazione di massa inutile. GSK e MSD devono essere molto soddisfatte del loro ritorno sull’investimento.

La gestione della sanità pugliese sotto Emiliano e Lopalco è stata un disastro. Durante il Covid, le loro misure coercitive hanno portato a lockdown rigidi e a un sistema sanitario al collasso, con ospedali sovraffollati e personale sanitario allo stremo. E ora, con questa nuova legge, sembrano determinati a perpetuare la loro tradizione di autoritarismo sanitario. Invece di migliorare le infrastrutture sanitarie e garantire cure di qualità, preferiscono imporre vaccini a destra e a manca.

La Verità sui Dati di Farmacovigilanza

Non possiamo ignorare gli allarmanti risultati degli studi di farmacovigilanza attiva. In Puglia, uno studio su 1.672 bambini (l’unico mai commissionato) ha mostrato che il 4% ha avuto effetti avversi significativi (GRAVI) dopo la vaccinazione con il vaccino MPRV. Ma questi dati, ovviamente, non trovano spazio nelle dichiarazioni di Emiliano e Lopalco. Meglio concentrarsi su una narrativa che sostiene i loro interessi e quelli delle grandi case farmaceutiche.

La reazione sui social media non si è fatta attendere. Claudio Borghi ha espresso il suo sdegno in un tweet tagliente:

“In Puglia la giunta Emiliano deve essere intossicata da troppe cozze pelose. Ma come cazzo si fa a congegnare il DISSENSO INFORMATO e chiedere il certificato di dissenso al vaccino per le scuole? Ma voi siete pazzi. Avviserò @GPDP_IT per stop immediato.”

https://x.com/borghi_claudio/status/1794038809186775237?

È probabile che questi colloqui siano presentati come informativi, ma va ricordato che, secondo la legge sulla privacy, nessuno è obbligato a rivelare il proprio stato vaccinale. Nessuno, nemmeno il medico del lavoro che rilascia l’idoneità, ha il diritto di chiedere se un vaccino è stato fatto, figuriamoci una dichiarazione di dissenso. Tuttavia, è facile che chi non conosce bene le leggi o i propri diritti possa cadere nella trappola. Durante i colloqui, potrebbero chiedere se il vaccino HPV è stato fatto e se si è favorevoli, e molte persone, pensando di essere obbligate a rispondere, potrebbero sentirsi costrette a vaccinare i propri figli.

Per quanto riguarda le Asl, è fondamentale non firmare il dissenso. In risposta alle scuole, sarebbe prudente mantenere la linea: “sono in contatto con l’Asl” e lasciare che se la sbrighino da soli. In ogni caso, bisognerà vedere come la legge sarà applicata, poiché potrebbero verificarsi abusi, come già accaduto in passato. Ma sono situazioni superabili. È importante ricordare che il consiglio regionale non ha l’autorità per innovare una legge. Se non c’è un obbligo legale, perché dovremmo partecipare a questi colloqui?


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