Scienze e Salute

IL PENSIERO E’ MATERIA, LA COSCIENZA NON E’ NEL CERVELLO, LA MORTE NON ESISTE: UN REPORTAGE SCIENTIFICO

Ci accaloriamo e scriviamo fiumi d’indignazione, coinvolgendo la nostra psiche in sentimenti di dolore, strazio, orrore, riempiendo la nostra vista ogni giorno con immagini e notizie di morti.
La nostra esperienza umana dal 30mila a.c. almeno, ha lasciato traccia del suo passaggio con opere artistiche, urbanistiche e di vita collettiva ricca di oggetti di uso quotidiani, tessuti, ceramiche e gioielli, ma negli ultimi 6mila anni chi fa da padrona è la guerra.

Permettiamo, nella coscienza collettiva, che sia il primato di un esercito sull’altro a descrivere la storia.
La memoria di un mondo di pace, senza evidenze di violenza, è un dato di fatto solo per paleontologi e archeologi che si appassionano alle nuove scoperte del passato a partire dagli anni ’90, ma questo, non viene insegnato né divulgato. Pare che mantenere il pensiero di una violenza innata nell’essere umano, sia una priorità, una necessità per consolidare una convinzione centrata sul peccato e l’eventuale redenzione, utile alla manipolazione delle masse.

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Il nostro cervello limbico, arcaico, sede delle nostre emozoni e aggiornato ogni giorno con sentimenti nuovi che confermano l’esperienze precedenti, in bene o in male, sta registrando un mondo di dolore.

Morti di guerra, morti di malori improvvisi, morti neonatali, morti d’incidenti, morti di personaggi illustri, sono il cibo di cui il cervello emozionale si nutre per consolidare un’esperienza esclusivamente psichica, istintuale e no cognitiva. E naturalmente le sfumature emozionali di dolore diventano zona di comfort: la vita è fatta di orrori di umani su altri umani, è inevitabile, diciamo autoipnotizzandoci e impedendoci di dare realtà emozionali ad altre evidenze.

Solo “opponendosi alle proprie ovvie reazioni chimiche scopriamo che l’emozione è una forza, un’agente chimico, un calore. Noi abbiamo solo desideri, impulsi, appetiti, la razza umana è in declino per colpa delle emozioni inutili, c’è bisogno di fare emozioni consapevoli”, scrive Margaret Andersono nel suo famoso testo “L’inconoscibile Gurdjeff”.
Si, noi siamo prede di emozioni inconsapevoli, istintive e ripetute per mancanza di conoscenza, studio ed esperienza di altri stati psichici.

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IL REPORTAGE SCIENTIFICO

E’ scoperta scientifica l’esistenza di un linguaggio energetico, informazionale, che permea e regola tutte le interazioni umane, presente in tutti gli ambienti naturali.
Si tratta dell’attività dei “campi torsionali”, un’energia misurabile che trasporta l’informazione e modifica la coscienza, rendendola intermediatrice tra il mondo materiale e tutte le realtà che il corpo fisico non vede, ma a cui è soggetto.

IL PENSIERO E' MATERIA, LA COSCIENZA NON E' NEL CERVELLO, LA MORTE NON ESISTE: UN REPORTAGE SCIENTIFICO News Academy Italia IL PENSIERO E' MATERIA, LA COSCIENZA NON E' NEL CERVELLO, LA MORTE NON ESISTE: UN REPORTAGE SCIENTIFICO News Academy Italia Solo la consapevolezza dell’esistenza di questi campi, può farci sperimentare concretamente che la famosa frase “al’inizio fu il verbo”, è la realtà della vita materiale, ma come c’insegna la fisica quantistica, senza l’osservatore la realtà non si manifesta.
Il gatto è morto o vivo a seconda della coscienza che decide di aprire la scatola, per dirla con il paradigma di Schrodinger.

La scoperta di questo solido legame tra coscienza e materia ha le sue origini dal fisico francese Eli Cartan, che nel primo decennio del 1900 dimostrò che il flusso di spazio e tempo aveva un movimento di rotazione, una “torsione”, realtà che non collima con l’abitudine a pensare che le particelle girano intorno ad un nucleo, ma sposta l’attenzione su un’energia pari allo zero, ossia che non smuove energia ma che trasmette ugualmente informazione.

Quest’energia ruotante (spin o “giro vorticoso”, in inglese) è una grandezza (numero quantico), associata alle particelle/materia, che influenza non solo la biologia umana e permane anche senza l’oggetto che la genera.

IL PENSIERO E' MATERIA, LA COSCIENZA NON E' NEL CERVELLO, LA MORTE NON ESISTE: UN REPORTAGE SCIENTIFICO News Academy Italia IL PENSIERO E' MATERIA, LA COSCIENZA NON E' NEL CERVELLO, LA MORTE NON ESISTE: UN REPORTAGE SCIENTIFICO News Academy Italia La coscienza è soggetta alle stesse leggi, riceve ed emana informazioni con una ciclicità giornaliera, permanendo e cambiando a seconda se il corpo fisico è in vita o morto, la nostra coscienza ha perciò una sua specie di firma, un “ritratto di fase torsionale” com’è chiamato dagli scienziati che studiano questo fenomeno.

A questo proposito sono strabilianti le ricerche del fisico russo Viktor Shkatov, creatore di uno strumento più sensibile dei voltometri e degli amperometri più precisi, che misura i campi torsionali dei soggetti vivi o degli oggetti. Ponendo lo strumento addirittura solo su una foto, questo regsitra un’energia (informazione) che si differenzia se la fotografia è di un morto o di un essere vivente, dando anche i parametri se il corpo è in salute attraverso la misurazione del biocampo energetico.
I campi torsionali sono quindi il linguaggio del nostro passaggio sulla terra, linguaggio che continua ad esistere anche dopo la morte.

Desideravo molto capire cosa sarebbe successo al biocampo dopo la morte. Non credevo che sarei stato in grado di catturare una qualche regolarità. Ora so con certezza che la componente spirituale dell’uomo continua ad esistere dopo la morte del corpo fisico!”, dice Shkatov come si legge sul libro “Campi Torsionali le basi dell’Universo” ediz. Psiche 2, di Olga Samarina.
È stata una sorpresa per me. Sono sempre stato un materialista convinto. Pensavo che con la morte del corpo tutto finisse. Ora capisco che i credenti hanno ragione. Per me questo è come una lettera dall’aldilà. L’ultimo spunto dell’anima.”.
Shkatov ha pubblicato i risultati dell’esperimento sulla rivista scientifica “Non-computer Information Technologies”, confermando che è possibile misurare a distanza le fluttuazioni dei campi di torsione, considerati quasi inafferrabili, e di giudicare lo stato dell’oggetto in base ai loro cambiamenti.

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LA MORTE NON ESISTE

“La morte è il più clamoroso equivoco della storia umana”, ci racconta il professor Vittorio Marchi in una sua intervista.

Abbiamo paura di morire, ma questa “paura” non è altro che l’inconscio che ci avvisa che la morte non è possibile, non riscontrandolo a livello conscio ci disperiamo.
Abbiamo un livello di coscienza basso e abituati alla difesa da ciò che può farci del male, istinto animale di sopravvivenza, ci facciamo guidare da quell’ “agente chimico, impulso, appetito”, emozione, che si chiama paura.

Se non conosciamo le cose, ne abbiamo timore, l’ignoranza genera ansia e quello che più ignoriamo è proprio il processo del corpo fisico; la paura di morire è infatti divenato il leitmotiv più usato per abbassare l’energia di coscienza negli ultimi 4 anni.

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Ma noi oggi “sappiamo, confermato dai più eminenti uomini di scienza, che l’Universo è tutto Pensiero e che la Realtà esiste solo in ciò che pensiamo”, ci avvisa Marchi.
“Sofisticate tecnologie dimostrano che l’uomo non muore, perché ciò che si stacca dal soma migra e fluisce verso altre locazioni, l’anima che sta per trapassare non è il corpo, bensì la vita stessa e la sua natura non è materica ma spirituale e non conosce mutamento, né decadimento”.

Conoscere come funziona lo spazio-tempo e sperimentare i campi torsionali ad esempio con esperienze radioestesiche, ci fa uscire dal paradigma che la materia può distruggersi e scomparire, la materia non può morire né modificarsi, ma solo sintonizzarsi.

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“Il tutto dipende dalla qualità del nostro livello di coscienza. Se non modifichiamo il nostro atteggiamento mentale, se non cambiamo lo stato della nostra visione del mondo, ci troveremo a ripetere ciò che siamo qui con le stesse difficoltà e le stesse limitazioni.

Il tempo non esiste, la parola ha una derivazione di origine indo-europea che significa dividere. Quando nasce il tempo nasce anche il concetto di morte.” Racconta Marchi.

L’informazione, l’energia che continua ad emanare un corpo od un oggetto, non muore mai, il campo informazionale permea tutto, senza inizio né fine.

LA COSCIENZA NON È NEL CERVELLO

Cosa c’è allora di solido oltre la materia che tocchiamo con mano?
E qui sta la grande rivelazione che se comprendiamo, il mondo cambia in un battito di ciglia!

“L’unica cosa solida di cui si può parlare di questa materia, assomiglia più ad un PENSIERO.
Sia la fisica che la neurofisiologia che la quantistica concordano su questo punto.
Non è il cervello che produce il pensiero, ma È IL PENSIERO O COSCIENZA CHE EDIFICA IL CERVELLO.
Max Planck, padre della teoria dei quanti, scioccò il mondo nel 1944 quando affermò che esiste un’unica matrice energetica “intelligente” da cui ha origine tutto, dal visibile all’invisibile. Con questa implicazione sconcertante il mondo scopriva per la prima volta che Tutto è coscienza.”
Così ci spiega il Prof. Vittorio Marchi nell’intervista che può essere letta interamente qui https://www.shantimandir.eu/la-morte-non-esiste-relazione-del-prof-vittorio-marchi/

La psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), c’indica che noi siamo un fascio di vibrazioni, la forma fisica è solo il nucleo più denso.

Il pensiero crea la sua informazione materializzando la “realtà comune a tutti”, sommandosi alle informazioni dei nostri simili, felici nel delirio di non essere soli e trovarne conferma collettiva, manteniamo la coscienza sul medesimo stato vibrazionale.
L’esperimento di coscienza spirituale avviato dal mistico Bhagwan Shree Rajneesh (Osho), tendeva a creare uno stesso livello di frequenza nei suoi discepoli, nella realtà quantistica che basterebbero “dieci mila Buddhas” affinché tutta l’umanità raggiungesse un più elevato senso di trascendenza.
Simile esperimento, riscontrando una diminuizione drastica di violenza, è stato fatto nelle meditazioni collettive dell’Università di Princeton ed in altre zone del mondo.

Fin quando non inizieremo a creare materia pensante che niente muore e che tutto semplicemente solo vibra, continueranno le guerre e le violenze per mantenere reale la fazione di chi vuole predominare sugli altri e la fazione di chi è contrario, non diffondendo altri concetti/informazioni/energie/consapevolezze, ma semplicemente criticando le azioni della fazione avversa.

IL PENSIERO E' MATERIA, LA COSCIENZA NON E' NEL CERVELLO, LA MORTE NON ESISTE: UN REPORTAGE SCIENTIFICO News Academy Italia IL PENSIERO E' MATERIA, LA COSCIENZA NON E' NEL CERVELLO, LA MORTE NON ESISTE: UN REPORTAGE SCIENTIFICO News Academy Italia Il percorso non è solo squisitamente spirituale, ma implica anche l’uso delle capacità cognitive dedite allo studio, per fare proprie le verità di realtà storiche in cui la pace è esistita per millenni e studi scientifici che dimostrano che onda o particella sono la stessa cosa, semplicemente con un’energia torsionale diversa.
Giriamo quindi lo sguardo verso altre consapevolezze ed il futuro diventa un passato in cui abbiamo vissuto creando opere artistiche meravigliose, vivendo tra uomini e donne in pieno rispetto, onorando una natura piena di stelle.

Il tempo non esiste, “la coscienza non è nel cervello ma nel campo informazionale collettivo”.

Articolo di Keli per NAI – Intelligence or Freedom

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Keli

Chi sono? Nasco con la matita compagna di vita! Disegnatrice, pittrice, vignettista, educatrice d'infanzia, dal 1988 ricercatrice spirituale, interessata al mondo invisibile dei corpi sottili e insegnante di Aura Soma. Da oltre 20 anni mi coinvolgo nel trovare strategie disegnando Mind Map, tecnica che favorisce memoria e apprendimento ideata da Tony e Barry Buzan e usata per pubblicare due libri. “Appunti di studio a Fumetti sulle 5 leggi Biologiche” e “Appunti di studio a Fumetti sull'Enneagramma Biologico”, è una collana che offre l'opportunità di un metodo di studio innovativo usando le mappe mentali. Colorando le tavole in bianco e nero si apprende conoscenza del corpo umano e delle personalità che obbligatoriamente assumiamo per contesto familiare. Una possibilità di uscire dall'incantesimo della matrix ed osservarsi con altri occhi. Appassionata di giornalismo fin dall'infanzia, a 8 anni emulo Oriana Fallaci e nel 2018 mi sperimento per un anno redattrice online di CQ24 Redazione Toscana. Contemporaneamente collaboro come giornalista alla sezione esteri di Corriere Quotidiano. L'esperienza si concluderà bruscamente, con la consapevolezza dell'estrema difficoltà in Italia di una comunicazione mediatica indipendente e libera. Nell'Ottobre 2020, grazie all'amico ed editore Nicola Bizzi, incontro Davide Donateo, allora Direttore di Database Italia, iniziando un'avventurosa collaborazione con uno dei pochi giornali italiani di geopolitica indipendenti e liberi online. Nella rubrica Keli'sComix “A chi SERVE....serve!”, resterà traccia di due anni di pandemia con oltre 40 fumetti degli avvenimenti più incredibili degli ultimi 80 anni. A Febbraio 2021, audacemente pubblicato dall'Edizioni Aurora Boreale, esce il primo esperimento di educazione giuridica a fumetti con 11 tavole a vignette su articoli di legge, moniti del Garante Privacy, principi del Codex Deontologicus dei Medici, Diritti e Doveri del comparto scuola e dei dirigenti d'azienda in merito a sanità, tamponi, mascherine & smart working, norme di Diritto Internazionale, sentenze di Tribunali, dialoghi con le Forze dell'Ordine e indicazioni di psicocibernetica. Un prontuario dal lessico perentorio, utile da dire per negare, in Legge, il consenso ad abusi. Onorata oggi di mettere la mia passione nella scrittura per il nuovo editoriale NewsAcademy, mi piace affrontare argomenti di attualità contestualizzandoli in un'ottica “logica per la vita”, con l'intento di dare ai lettori stimolo ad usare strategie e osservare il territorio con diverso punto di vista. Organizzo serate, incontri, webinar sugli argomenti di cui scrivo inserendoli nei contesti base delle 5 leggi biologiche, dando primi spunti per approcciare questa diagnostica. Aggiornamenti, confronti e materiale di studio sono su telegram in questa chat https://t.me/leggibiologichepernoi Dedita alla ricerca spirituale, credo fermamente che solo una visione che faccia cogliere il lato buffo della vita, possa essere fattore evolutivo per comprendere l'illusorietà delle preoccupazioni e poter affermare con fiducia “anche questo passerà, perché dovrei affliggermi proprio adesso?” Per Mind Map personali e collana Appunti di Studio a Fumetti sulle 5 Leggi Biologiche Appunti di Studio a Fumetti sull'Enneagramma Biologico® artestudioshakel@gmail.com Kit Giuridico nei link

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