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L’UZBEKISTAN IMMETTE SUL MERCATO IL LATTE “VACCINATO” IMMUNIZZANTE CONTRO IL CORONAVIRUS.

News Academy Italia - Latte immunizzante

La pubblicazione dell’articolo scientifico sulla rivista Frontiers in Nutrition può essere vista come un passo per cercare di legittimare questa nuova generazione di latte che secondo l’azienda produttrice “potenzia l’immunità”

In Uzbekistan è stata recentemente introdotta sul mercato una variante di latte che secondo l’azienda produttrice avrebbe la capacità di rafforzare il sistema immunitario, un prodotto che afferma di essere in grado di neutralizzare il coronavirus. Come riporta News Academy Italia, L’indotto del “Virus” sembra non avere fine. Il coronavirus sembra essere inarrestabile… nel generare profitti e potere.

Questo annuncio proviene direttamente dal Ministero dell’Istruzione Superiore, della Scienza e dell’Innovazione della Repubblica dell’Uzbekistan, che sembra spingere per questa nuova aggiunta al panorama dei prodotti lattiero-caseari.

La compagnia Panaev Farms, operante a Nukus, afferma di essere la mente dietro questa iniziativa di produzione e vendita di latticini con potenziali proprietà disinfettanti nei confronti del SARS-CoV-2. Un’idea che lascia alcuni interrogativi sulla reale efficacia e sicurezza di tali prodotti.

Le radici di questa avventura (speculativa,ndr.) risiedono nel Progetto Immune Milk, una ricerca avviata nel 2021 dal Centro Internazionale di Allergologia Molecolare e dall’Università Medica di Vienna. L’idea dietro questo esperimento è stata quella di vaccinare mucche importate dall’Austria e dalla Germania con il vaccino uzbeko-cinese ZF-UZ-VAC2001. Una mossa che ha generato risultati ovviamente controversi.

Dopo la somministrazione delle dosi di vaccino, è stato scoperto che gli anticorpi neutralizzanti il virus sono stati prodotti nel latte delle mucche. I dettagli sul processo e sulla sicurezza di questo processo sono ancora da chiarire.

Nel tentativo di lanciare questo “Latte Immunizzante” sul mercato, Panaev Farms ha introdotto una linea tecnologica per la produzione in piccoli volumi. Tuttavia, resta da vedere come questa iniziativa si inserirà nel panorama alimentare e quanto la sua efficacia sarà dimostrata in modo rigoroso o come ci hanno abituato fino ad oggi quando si tratta di sieri e coronavirus, farraginoso, antiscientifico e per niente trasparente.

La pubblicazione dell’articolo scientifico sulla rivista Frontiers in Nutrition può essere vista come un passo per cercare di legittimare questa nuova generazione di latte potenziante l’immunità.

L’associazione con l’OMS e l’annuncio di nuove varianti nel paese sembrano essere un tentativo di capitalizzare sulla paura e l’incertezza. È cruciale esaminare attentamente le prove scientifiche e le valutazioni indipendenti per comprendere le conseguenze sulla salute che porterà questo “Latte Immunizzante”.


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