Scienze e Salute

La Verità della climatologa Judith Curry sul “Consenso Costruito” del Cambiamento Climatico: “Se procuri allarmismo hai accesso a fama e fortuna”

Ci viene detto che il cambiamento climatico è una crisi e che c’è un “consenso scientifico schiacciante”. Tuttavia, in un’illuminante intervista pubblicata sul New York Post, la rispettata climatologa Judith Curry, già presidente della Scuola della Terra e delle Scienze Atmosferiche presso il Georgia Institute of Technology, rivela una prospettiva diversa. Secondo Curry, il cosiddetto consenso è in realtà “costruito” e gli scienziati hanno un incentivo a esagerare i rischi avere l’accesso a “fama e fortuna”.

La storia di Judith Curry inizia con un’allarmante scoperta che aveva attirato l’attenzione dei media: uno suo studio indicava un aumento significativo nell’intensità degli uragani, un argomento che è stato rapidamente collegato al riscaldamento globale. Curry ricorda che questa scoperta l’aveva resa una sorta di “rock star” agli occhi dei gruppi ambientalisti e degli allarmisti sul clima, facendola volare in giro per incontrare politici. Tuttavia, le critiche ai suoi lavori l’hanno spinta a indagare ulteriormente, e ha capito che alcune lacune nella sua ricerca erano dovute a dati errati e alla variabilità climatica naturale.

Ma uno degli episodi che ha avuto un impatto significativo sulla percezione di Curry sul mondo della ricerca climatica è stato lo scandalo noto come “Climategate”. Questo scandalo ha rivelato tentativi aggressivi da parte di alcuni scienziati allarmisti di nascondere dati che suggerivano che il cambiamento climatico potesse non essere una crisi immediata. Queste pratiche poco etiche hanno fatto emergere una realtà inquietante: esiste un “settore del cambiamento climatico” che sembra essere istituito per promuovere l’allarmismo, con origini che risalgono addirittura al programma ambientale delle Nazioni Unite.

L’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), creato dalle Nazioni Unite, doveva inizialmente cercare evidenze di un “cambiamento climatico pericoloso causato dall’uomo”, mettendo in secondo piano la considerazione dei possibili vantaggi del riscaldamento. Curry spiega che questo orientamento ha influenzato il modo in cui i finanziamenti sono stati indirizzati, favorendo chi faceva affermazioni allarmiste sul “cambiamento climatico antropogenico”.

Un punto particolarmente rivelatore dell’intervista è quando Curry sottolinea il ruolo degli editori delle riviste scientifiche, molti dei quali tendono ad essere allarmisti. Curry cita il caso di un editore della rivista Science che ha dichiarato che “il tempo per il dibattito è finito”. Questo atteggiamento crea un ambiente in cui diventa difficile per i ricercatori scettici ottenere visibilità e pubblicare i propri studi.

L’intervista completa del NYPost


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Davide Donateo

Fondatore, Editore e Direttore Editoriale di News Academy, con una notevole esperienza, già fondatore di Database Italia e della casa editrice inglese Database International. Autore esperto nel campo della geopolitica e dell'OSINT (Open Source Intelligence), impegnato nella produzione di analisi approfondite e informazioni di alta qualità. Notevole Il suo impegno nel diffondere consapevolezza e conoscenza su temi cruciali che modellano il mondo contemporaneo.

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