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Mirata l’auto di 7 operatori umanitari e la resistenza irachena minaccia l’inferno per Israele

La resistenza islamica in Iraq nelle scorse ore dopo l’attacco che Israele ha sferrato sulla città di Damasco compiendo l’ennesimo massacro annuncia piena vendetta contro Israele, attraverso un comunicato sui propri canali Telegram:

“In nome di Allah ci vendicheremo contro i criminali sionisti,
Allah è potente e saggio.

-Resistenza Islamica Rmadan 1445-

Nelle prime ore dell’alba di martedì 2 aprile 2024 la resistenza irachena ha infatti preso di mira con droni la base militare aerea Tel Nof, la resistenza islamica ha affermato inoltre il completo sostegno alla popolazione palestinese, contro i massacri di civili ed operatori umanitari. Attraverso l’utilizzo di missili da crociera è stata colpita la base Al- Tanf nel sud della Siria al confine iracheno. Il segretario generale Abu Alaa Al-Walae delle forze militari popolari ha annunciato che Israele toccherà l’inferno nei prossimi giorni.

Alle ore 5,40 sempre del 2 aprile la resistenza palestinese annuncia un’ incursione armata con l’utilizzo di proiettili presso il Check Point Nitzanei Oz annunciando piena condanna all’omicidio mirato contro gli operatori umanitari del World Central Kitchen, avvenuto nelle ore precedenti, ricordiamo che questa organizzazione umanitaria ha fornito dopo il 7 ottobre diverse tonnellate di cibo alla popolazione di Gaza.

Nella sera del primo aprile 7 operatori umanitari del World Central Kitchen intenti a consegnare cibo alla popolazione di Gaza sono stati vittime di un attacco mirato contro la loro automobile, le persone uccise provenivano dalla Palestina, dall’Australia, dalla Polonia, dal Regno Unito e dagli Stati Uniti, erano tutti volontari.

Alcuni palestinesi subito dopo il massacro si sono impegnati nel recupero dei corpi, per le vittime purtroppo non c’è stato nulla da fare. Subito dopo l’uccisione dei volontari MSF annuncia il ritiro delle truppe israeliane dall’ospedale Al-Shifa dopo ben 2 settimane di assedio, in cui sono state rapite circa 800 persone, uccisi operatori sanitari ed eseguite esecuzioni confermate da diverse testimonianze. L’ospedale Al-Shifa è stato il più grande massacro ad oggi sulla Striscia di Gaza dopo il 7 ottobre, il plesso è totalmente inagibile.

I gruppi di resistenza palestinese tra cui le Brigate Mujahideen sul territorio confermano che l’omicidio mirato degli operatori umanitari tutti di provenienza straniera sia un messaggio molto chiaro da parte di Israele, intimando così le organizzazioni per i diritti umani a non operare in territorio palestinese e lasciando comprendere che nessuno sarà escluso.


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Antonietta Chiodo

Antonietta Chiodo Attualmente ha concluso la sua collaborazione con News Academy Italia. Antonietta Chiodo si occupa di diritti umani da sempre, nasce a Roma ma si diploma alla scuola del cinema di Milano, nel 2006 il progetto grafico da lei realizzato per denunciare la violazione dei diritti umani in Africa, creato in collaborazione con il Gruppo Abele e la Cooperazione Internazionale viene applaudito a Bruxelles. Nel 2012 passa un breve periodo nelle favelas brasiliane per documentare la vita dei bambini di Salvador de Bahia. Impegnata costantemente accanto al popolo palestinese passa un periodo della sua vita nei territori occupati nella Cisgiordania, documentando la difficoltosa vita della popolazione di Jenin, ricevendo così il premio da Amnesty International “ Giornalismo per i Diritti Umani”. Nel 2016 si impegna sulle coste calabresi per denunciare la sparizione dei minori non accompagnati. Nel 2017 conduce un importante progetto con un gruppo di minori ed insegnanti di un villaggio alle porte di Hebron. Oggi ancora lavora come fotoreporter e reporter per denunciare la costante violazione dei diritti umani, è curatrice della mostra fotografica itinerante Hurry Up in favore della liberazione di Julian Assange.

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