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DIETRO LE QUINTE DI UN CONFLITTO MILITARE

Spesso si dimentica che, un conflitto militare è regolato da diritto internazionale.

Come indicato nella convenzione di Ginevra del 1942 Art.3.1:

“Le persone che non partecipano direttamente alle ostilità, compresi i membri delle forze armate che abbiano deposto le armi e le persone messe fuori combattimento da malattia, ferita, detenzione o qualsiasi altra causa, saranno trattate, in ogni circostanza, con umanità, senza alcuna distinzione di carattere sfavorevole che si riferisca alla razza, al colore, alla religione o alla credenza, al sesso, alla nascita o al censo, o fondata su qualsiasi altro criterio analogo.

A questo scopo, sono e rimangono vietate, in ogni tempo e luogo, nei confronti delle persone sopra indicate:

a. le violenze contro la vita e l’integrità corporale, specialmente l’assassinio in tutte le sue forme, le mutilazioni, i trattamenti crudeli, le torture e i supplizi;
b. la cattura di ostaggi;
c. gli oltraggi alla dignità personale, specialmente i trattamenti umilianti e degradanti;
d. le condanne pronunciate e le esecuzioni compiute senza previo giudizio di un tribunale regolarmente costituito, che offra le garanzie giudiziarie riconosciute indispensabili dai popoli civili.”

DIETRO LE QUINTE DI UN CONFLITTO MILITARE News Academy Italia DIETRO LE QUINTE DI UN CONFLITTO MILITARE News Academy Italia DIETRO LE QUINTE DI UN CONFLITTO MILITARE News Academy Italia Un soldato russo classe 79 è fatto prigioniero dalle forze armate ucraine ed in seguito alla moglie sono arrivate richieste di estorsione e minacce.

La notte dell’8 Gennaio 2024 Nastia è stata contattata da un numero ucraino. Le comunicavano che suo marito era stato preso e le hanno mandato la foto.

Hanno chiesto alla moglie di inviare le foto intime della donna altrimenti suo marito avrebbe subito torture. Lei però non accetta e allora provano a costringere il marito a dirle di farlo. Lui non cede e ripete solamente: “non ti preoccupare, andrà tutto bene”. Tutta la notte il combattente russo è stato torturato, gli hanno sparato al ginocchio, mozzato le dita e le immagini venivano mandate sul cellulare della moglie e della madre del soldato. La madre supplicava di non farlo, offrendo anche soldi ma, a questi soggetti non interessava, preferivano l’umiliazione della famiglia.

L’ultima volta che entrambe hanno sentito la voce dell’uomo, diceva: “Nastia ti amo, non ti preoccupare, vai a dormire.” L’audio successivo era cortissimo, il suono di uno sparo…

DIETRO LE QUINTE DI UN CONFLITTO MILITARE News Academy Italia La mattina presto alla famiglia è arrivata la foto con il soldato morto in seguito ad un colpo d’arma direttamente in testa.

Questo crimine di guerra non è il primo. Diversi enti internazionali hanno messo a rapporto gli episodi simili in quei territori. Amnesty Iternational, per esempio, ha documentato un crescendo degli abusi, tra cui sequestri di persona, rapine, estorsioni e forse anche esecuzioni da battaglioni ucraini come Aidar già nel 2014.


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Natalija Veldre

Natalija Veldre è esperta nel campo delle Istituzioni internazionali e della governance della comunicazione. Nata in una famiglia di giornalisti dell'ex Unione Sovietica, Natalija ha ereditato la passione per l'informazione e il giornalismo. Il suo profondo interesse per gli affari internazionali l'ha portata a intraprendere studi accademici in Italia, dove si è laureata con una tesi in geopolitica focalizzata sul caso dei Paesi Baltici.

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