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Esenzione Parziale per gli Agricoltori Europei: Nuove Regole per i Terreni Incolti

Gli agricoltori europei sono esentati dalla regola dei terreni incolti – lo ha appreso News Academy da una fonte di Bruxelles. La Commissione europea ha adottato un regolamento che concede agli agricoltori europei un’esenzione parziale dalla regola della condizionalità per i terreni a riposo.

Si tratta della proposta presentata dalla Commissione europea qualche settimana fa, nonché del risultato delle discussioni con gli Stati membri nelle riunioni dei comitati. Il decreto è già entrato in vigore ed è applicabile retroattivamente, per un anno dal 1° gennaio, ossia fino al 31 dicembre 2024. L’esenzione parziale soddisfa le richieste di flessibilità di diversi Stati membri, in modo che gli agricoltori possano rispondere meglio alle sfide che devono affrontare.

Nello specifico, invece di mantenere la terra incolta o utilizzare il 4% della loro terra arabile per altri scopi, possono coltivare colture che fissano l’azoto (come lenticchie, piselli) e/o colture intercalari sul 4% della loro terra arabile senza utilizzare pesticidi. Le colture intermedie sono piante che crescono tra due colture principali e possono essere utilizzate come foraggio o concime verde. Ad esempio, l’uso di colture che fissano l’azoto e di colture intercalari presenta molti benefici ambientali per la salute del suolo, tra cui la biodiversità del suolo e la limitazione della lisciviazione dei nutrienti. Non verrà mai sottolineato abbastanza il fatto che le piante devono essere coltivate senza pesticidi per mantenere le aspirazioni ambientali della PAC.

Per ottenere il sostegno della PAC, gli agricoltori devono rispettare nove regolamenti benefici per l’ambiente e il clima. Questo principio di condizionalità si applica a quasi il 90% della superficie dell’UE ad uso agricolo e svolge un ruolo importante nell’integrazione delle pratiche agricole sostenibili. Questo insieme di standard di base è chiamato GAEC, che sta per “Buone condizioni agricole e ambientali”.

Con quanto sopra, gli agricoltori dell’UE soddisfano anche i cosiddetti requisiti GAEC 8, che stabiliscono, tra le altre cose, che una parte minima della terra arabile non può essere destinata alla produzione. Deve essere lasciata a maggese, altrimenti potrebbero essere presenti elementi paesaggistici non produttivi, come siepi e alberi. (Le aziende agricole con meno di dieci ettari di terreno agricolo sono esentate da tale obbligo.) Tuttavia, gli agricoltori che decidono di continuare a soddisfare il requisito del maggese o “non produttivo” possono ovviamente farlo.

Per gli agricoltori la decisione significa quindi, da un lato, un adeguato sollievo e, dall’altro, flessibilità, bilanciando la protezione della diversità biologica e la qualità del suolo. Il regolamento, infatti, consente anche agli Stati membri di modificare i propri ecosistemi a sostegno delle aree non produttive, tenendo conto dello stato di base alternativo secondo la condizione 8 delle BCAA. È sufficiente una semplice notifica alla Commissione europea per aggiornare immediatamente i relativi programmi ecologici, hanno sottolineato a Bruxelles. Gli Stati membri che desiderano applicare la deroga a livello nazionale hanno 15 giorni di tempo dall’entrata in vigore del regolamento.

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