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Civili Israeliani Hanno Assistito e Filmato le Torture Inflitte ai Detenuti Palestinesi

Dal 7 ottobre assistiamo alla disumanizzazione del popolo palestinese con la piena complicità di numerosi governi occidentali e non solo, le violenze perpetrate a danno dei più deboli inondano il web da troppi mesi oramai, pare però che Israele persista nel bisogno impellente di distribuire dolore e umiliazione agli abitanti di Gaza e della Cisgiordania. Nelle ultime ore grazie alle numerose organizzazioni per la tutela dei diritti dei prigionieri attraverso testimonianze incrociate rilasciate dai detenuti recentemente liberati, è stato possibile affermare che i campi di detenzione si sono trasformati in veri e propri teatri di tortura con tanto di spettatori compiaciuti.

Nelle testimonianze che inondano di vergogna per l’ennesima volta i militari israeliani viene narrato nei terrificanti racconti rilasciati dai palestinesi l’introduzione di civili israeliani sia nelle carceri che nei centri di detenzione, per poter filmare le torture inflitte con i propri telefoni cellulari e pubblicarli anche in tempo reale su TikTok.

Le violenze che hanno subito i civili palestinesi detenuti in questi mesi compresi uomini, donne e bambini che noi di News Academy abbiamo scelto di documentare dal primo giorno, comprendono come già confermato nei precedenti articoli abusi sessuali, torture inumane contro persone totalmente denudate e rinchiuse anche in gabbie di ferro sotto il sole, la pioggia, il vento , di notte e di giorno.

I civili israeliani sono stati falsamente informati, convinti di trovarsi di fronte a combattenti della resistenza palestinese, non sappiamo che fine faranno questi video e queste fotografie ma sicuramente verranno postati anche per arricchire il Dark Web più oscuro e schifoso.

I detenuti durante le riprese degli spettatori venivano denudati e torturati anche con bastoni elettrici e selvaggiamente picchiati a manganellati, mentre i civili li insultavano e li umiliavano senza alcuna pietà.

Dichiarazione dell’ex detenuto di 43 anni Omar Abu Mudallala :

“Sono stato arrestato al check point allestito vicino alla rotonda del Kuwait, che separa Gaza City dalla regione centrale, come parte delle campagne israeliane di arresti casuali. Sono stato sottoposto a tutti i tipi di torture e abusi per circa 52 giorni . L’esercito israeliano ha portato un certo numero di civili israeliani nei nostri centri di detenzione picchiandoci e dicendo loro: Questi sono i terroristi di Hamas che hanno ucciso e violentato le vostre donne il 7 ottobre. Mentre i civili israeliani ci filmavano venivamo picchiati, maltrattati e torturati e loro ridevano di noi. Questo è successo cinque volte mentre ero detenuto. La prima volta è stato a Barkasat Zikim, dove siamo stati bendati. Tuttavia, uno dei detenuti che parla ebraico ci ha detto che i soldati stavano interagendo con i civili israeliani sostenendo che eravamo combattenti armati. Gli altri quattro incidenti sono avvenuti nel centro di detenzione del Negev, dove gruppi israeliani successivi sono stati portati all’interno di tende per testimoniare i nostri abusi e registrare i metodi di tortura a cui siamo stati sottoposti senza permetterci di parlare o interagire con loro. quella volta, li ho visti tutte e quattro le volte con i miei occhi.”

La falsa propaganda israeliana sui presunti stupri viene quindi utilizzata ancora oggi per incitare il loro stesso popolo a commettere violenza, sotto forma di vendetta contro i palestinesi di qualsiasi sesso ed età.

Comunicazione ufficiale delle NGO palestinesi e per i diritti umani che esortano nuovamente la Croce Rossa ad intervenire ed a rompere il silenzio:

“ Euro-Med Monitor chiede al Comitato Internazionale della Croce Rossa di ispezionare i centri di detenzione e le carceri israeliane che ospitano prigionieri e detenuti palestinesi, di indagare sulle orribili violazioni e crimini a cui sono sottoposti e di lavorare per portare immediatamente alla luce queste condizioni. Inoltre, Euro-Med Monitor afferma che le pratiche israeliane contro i detenuti palestinesi costituiscono palesi violazioni delle convenzioni e degli standard internazionali, in particolare della Quarta Convenzione di Ginevra del 1949, che vieta alle autorità occupanti di trasferire prigionieri dal territorio occupato a strutture di detenzione sul suo territorio, nonché come torturare, attaccare o altrimenti degradare la dignità umana dei detenuti.”

Dati riferiti dalle istituzioni carcerarie informano che dal 7 ottobre sono stati rapiti oltre 7,000palestinesi in Cisgiordania, include 220 donne e 440 bambini, 53 giornalisti, i detenuti totali nelle carceri israeliane sono ad oggi 9,000 di cui 3,484 in detenzione amministrativa.


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Antonietta Chiodo

Antonietta Chiodo Attualmente ha concluso la sua collaborazione con News Academy Italia. Antonietta Chiodo si occupa di diritti umani da sempre, nasce a Roma ma si diploma alla scuola del cinema di Milano, nel 2006 il progetto grafico da lei realizzato per denunciare la violazione dei diritti umani in Africa, creato in collaborazione con il Gruppo Abele e la Cooperazione Internazionale viene applaudito a Bruxelles. Nel 2012 passa un breve periodo nelle favelas brasiliane per documentare la vita dei bambini di Salvador de Bahia. Impegnata costantemente accanto al popolo palestinese passa un periodo della sua vita nei territori occupati nella Cisgiordania, documentando la difficoltosa vita della popolazione di Jenin, ricevendo così il premio da Amnesty International “ Giornalismo per i Diritti Umani”. Nel 2016 si impegna sulle coste calabresi per denunciare la sparizione dei minori non accompagnati. Nel 2017 conduce un importante progetto con un gruppo di minori ed insegnanti di un villaggio alle porte di Hebron. Oggi ancora lavora come fotoreporter e reporter per denunciare la costante violazione dei diritti umani, è curatrice della mostra fotografica itinerante Hurry Up in favore della liberazione di Julian Assange.

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