EsteriNews

Una fonte anonima rende pubblico il dossier israeliano contro l’UNRWA

Sono dieci con la recente adesione della Scozia gli stati che decidono di dare adito alle accuse di Israele nei confronti di 190 cooperanti dell’Unrwa, di cui due deceduti.

L’ indagine dell’intelligence israeliana accusa 15 dipendenti dell’organizzazione delle Nazioni Unite di avere preso parte agli attacchi ed ai rapimenti del 7 ottobre contro lo stato di Israele, l’agenzia di stampa Reuters conferma che le imputazioni sostenute includono anche insegnanti che secondo lo Shin Bet farebbero parte dei gruppi di resistenza affiliati al braccio armato di Hamas e alla Jihad Islamica.

L’agenzia Reuters ha avuto la possibilità in queste ore di poter visionare la documentazione di sei pagine, inoltre il portavoce delle Nazioni Unite Stephan Dujarric dichiara di non avere mai ricevuto questo dossier.

Nel documento stilato si accusa un consulente scolastico, scrivono abbia aiutato il figlio a rapire una donna durante l’infiltrazione di Hamas dove secondo Israele vennero uccise 1.139 persone e 253 rapite. Altre accuse coinvolgono un assistente sociale che denunciano abbia aiutato il coordinamento di furgoni e il rapimento del cadavere di un militare dell’IDF.

Altre accuse ancora coinvolgono diversi componenti dell’Unrwa nella fornitura di armi durante l’attacco al confine di Beeri e all’attacco della base militare di Reim, adiacente al rave in cui morirono 360 persone.

Il fascicolo è stato condiviso con l’agenzia Reuters poche ore dopo il sostegno a Israele nel bloccare i fondi ai rifugiati palestinesi, tra cui l’Italia, la fonte ad oggi non è identificabile né per nome né per nazionalità.

Le popolazioni palestinesi sia della Cisgiordania che della Striscia di Gaza sono a rischio, dobbiamo infatti considerare che l’agenzia delle Nazioni Unite copre almeno il 58 per cento del loro fabbisogno. Il presidente Philippe Lazzaerini annuncia infatti nelle scorse ore che non sarà possibile sostenere gli aiuti sino alla fine di febbraio a causa del blocco economico apportato dai dieci stati.

Nel frattempo Antony Blinken dichiara:

“È imperativo che l’UNRWA immediatamente, come ha detto, indaghi, che ritenga le persone responsabili se necessario e che riveda le sue procedure. “

Il segretario generale Antonio Guterres incontrerà a New York nei prossimi giorni i rappresentanti degli stati che hanno scelto di partecipare al boicottaggio contro il popolo palestinese, nel dossier scritto in lingua ebraica si leggono accuse ben precise contro l’organizzazione umanitaria in cui vengono definiti pericolosissimi criminali:

“Da informazioni di intelligence, documenti e carte d’identità sequestrati nel corso dei combattimenti, è ora possibile segnalare circa 190 agenti terroristici di Hamas e PIJ che prestano servizio come dipendenti dell’UNRWA. Le organizzazioni terroristiche sfruttano cinicamente i residenti della Striscia e le organizzazioni internazionali la cui missione è fornire aiuti… e così facendo causano di fatto un danno ai residenti della Striscia”

Alcuni paesi si sono detti inorriditi in merito al congelamento dei fondi per il sostentamento dei palestinesi tra cui il Libano che lo dichiara un errore storico e la Norvegia che lo definisce una punizione collettiva.


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Antonietta Chiodo

Antonietta Chiodo Attualmente ha concluso la sua collaborazione con News Academy Italia. Antonietta Chiodo si occupa di diritti umani da sempre, nasce a Roma ma si diploma alla scuola del cinema di Milano, nel 2006 il progetto grafico da lei realizzato per denunciare la violazione dei diritti umani in Africa, creato in collaborazione con il Gruppo Abele e la Cooperazione Internazionale viene applaudito a Bruxelles. Nel 2012 passa un breve periodo nelle favelas brasiliane per documentare la vita dei bambini di Salvador de Bahia. Impegnata costantemente accanto al popolo palestinese passa un periodo della sua vita nei territori occupati nella Cisgiordania, documentando la difficoltosa vita della popolazione di Jenin, ricevendo così il premio da Amnesty International “ Giornalismo per i Diritti Umani”. Nel 2016 si impegna sulle coste calabresi per denunciare la sparizione dei minori non accompagnati. Nel 2017 conduce un importante progetto con un gruppo di minori ed insegnanti di un villaggio alle porte di Hebron. Oggi ancora lavora come fotoreporter e reporter per denunciare la costante violazione dei diritti umani, è curatrice della mostra fotografica itinerante Hurry Up in favore della liberazione di Julian Assange.

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