EsteriNews

Per la Corte Internazionale Israele sta commettendo un genocidio, la Shoah non potrà più essere un alibi

Secondo il Ministero della Sanità di Gaza, in 24 ore in tutta l’enclave sono state uccise almeno 183 persone e 377 ferite. I campi profughi e le strutture pubbliche di Khan Younis sono incessantemente presi di mira dai bombardamenti dell’artiglieria israeliana, mentre i cecchini sparano indiscriminatamente ai pazienti all’ingresso dell’ospedale al-Amal. I morti sulla Striscia di Gaza ad oggi 26 gennaio 2024 superano le 26,000 vittime.

La Corte Internazionale di Giustizia si è espressa in merito alle “misure di emergenza provvisorie”richieste nelle scorse settimane dall’equipe legale sudafricana, da attuare sulla Striscia di Gaza per migliorare le condizioni della popolazione e per contrastare il genocidio che senza pietà sta attuando Israele dal 7 ottobre 2023.

Alle 13 ora italiana Joan Donoghue presidente della Corte di Giustizia Internazionale accetta la richiesta da parte del Sud Africa nei confronti di Israele accusandolo di genocidio, dichiarando inoltre che il tribunale non può restare inerme di fronte ai numerosi morti , soprattutto di donne e bambini. La Corte Internazionale ha pubblicamente ammesso il genocidio attuato da Israele anche attraverso l’istigazione all’odio di alcuni suoi portavoce tra cui Yoav Gallant, dichiarando in diverse occasioni il totale assedio della Striscia di Gaza e rivolgendosi ai propri militari di non dimenticare che stavano combattendo contro animali, di utilizzare quindi tutta la violenza possibile, sono state elencate le numerose dichiarazioni discriminatorie contro il popolo palestinese dedite alla sua disumanizzazione. Israele è stato inoltre accusato in mondo visione di avere omesso documentazioni durante la deposizione agli atti. Al popolo palestinese è stato impedito l’accesso ancora oggi ad acqua e cibo, verrà quindi attuato il processo nei confronti di Israele per genocidio contro il popolo palestinese e non sarà accolta l’eventuale richiesta di archiviazione, è stato affermato inoltre che il popolo palestinese sarà protetto dalla “Convenzione sul Genocidio”, quindi saranno processati sia lo stato che lo attua sia gli attori individuali.

Le misure dovranno essere immediate ed il governo sionista avrà un mese di tempo per presentare un rapporto alla corte che ne confermi l’attuazione, inoltre sono stati eletti alcuni rappresentanti del Sud Africa per vegliare legalmente sulla realizzazione di date misure.

Hamas Islamic Resistance Movement : Comunicato stampa sulla decisione della ICJ

Il Movimento di Resistenza Islamica-Hamas accoglie con favore la decisione della Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia, che ha stabilito l’accusa di genocidio della potenza occupante, chiedendo che la potenza occupante protegga i civili, rimuovere il blocco imposto al nostro popolo nella Striscia di Gaza e rispettare i suoi doveri di potenza occupante in base al diritto internazionale e al diritto umanitario.

Chiediamo alla comunità internazionale di costringere il nemico ad attuare le decisioni della Corte e fermare “Genocidio”, che continua contro il nostro popolo, e attendiamo con ansia le decisioni finali della Corte di condannare il Potere di occupazione di un crimine “Genocidio”crimini di guerra e crimini contro l’umanità. La risoluzione apre la strada per ritenere i leader nemici responsabili di questi crimini davanti al Tribunale penale internazionale, affermando i diritti del nostro popolo palestinese ad auto-determinazione, a stabilire uno Stato indipendente e a ritornare nel loro territorio e nelle loro case da cui sono stati forzatamente abbandonati, in linea con le risoluzioni internazionali in particolare.

Noi di Hamas apprezziamo la posizione genuina della Repubblica del Sud Africa, il suo sostegno al nostro popolo palestinese e la giustizia della sua causa, il suo sincero perseguimento dell’aggressione contro la Striscia di Gaza e il suo rifiuto dei brutali crimini di occupazione. Ringraziamo anche tutti gli Stati che hanno espresso sostegno a questo nobile movimento umanitario.
Movimento di Resistenza Islamica – Hamas

Nelle scorse ore il governo Netanyahu inarrestabile ha continuato a bombardare senza esclusione di colpi le zone in cui sono rifugiati gli sfollati, soprattutto nei campi profughi all’interno di Khan Younis, numerosi video riportano sino a qualche giorno fa l’utilizzo di fosforo bianco contro i civili inermi, come confermano appunto gli inviati media stampa dell’agenzia Al-Jazeera.

Nel frattempo il primo ministro israeliano ed i suoi collaboratori sono nel mezzo di una bufera mediatica, soprattutto dopo le importanti dichiarazioni di alcuni componenti del Gabinetto di Guerra che chiedevano la modifica del piano sull’aggressione nella Striscia di Gaza, dichiarando che: “L’esercito si sta muovendo come un gruppo di ciechi nel deserto”. La settimana è stata invasa da notizie e dichiarazioni da lasciare allibito qualsiasi essere umano empatico nei confronti del dolore, empatia che la comunità ebraica italiana ha scelto di resettare affondando così nell’indignazione generale, negando addirittura la possibilità ai cortei pro Palestina di sfilare nel giorno della memoria. Giorno che è bene chiarire venne istituito nel 2005 dall’ONU per affermare la volontà globale che gli accadimenti in memoria dell’Olocausto restassero solo un brutto ricordo.

Purtroppo il peggio non si arena alla decisione del ministro Antonio TaJani di supportare la UCEI ma gli sproloqui dei rappresentanti israeliani pro genocidio hanno messo nuovamente una pezza vergognosa sui massacri in Cisgiordania e all’interno dell’enclave, infatti nell’attesa dell’ardua sentenza della Corte Internazionale di Giustizia il ministro israeliano per il patrimonio culturale Amichai Eliyau dichiara pubblicamente:

“Anche all’AIA conoscono la mia posizione…sganciare una bomba nucleare sulla Striscia di Gaza è un opzione.”

La popolazione israeliana è oramai evidentemente ostile nei confronti dei componenti di gabinetto in merito alla narrazione in cui affermano la distruzione di 17 dei 24 battaglioni della resistenza, soprattutto dopo l’ennesimo incidente che ha visto coinvolti 21 militari del battaglione Magazi durante l’installazione di detonatori per distruggere abitazioni. Teniamo a chiarire che ancora oggi la maggior parte della popolazione israeliana è a favore della guerra ma si vede anche scettica in merito alle fandonie raccontate da Benjamin Netanyahu, in cui dichiara che dopo 6 settimane del loro ingresso in Khan Younis l’esercito dispone del controllo totale nella zona, oramai è evidente agli occhi di tutti che così non è, calcolando anche la grandezza di questa fascia, relativamente piccola.


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Antonietta Chiodo

Antonietta Chiodo Attualmente ha concluso la sua collaborazione con News Academy Italia. Antonietta Chiodo si occupa di diritti umani da sempre, nasce a Roma ma si diploma alla scuola del cinema di Milano, nel 2006 il progetto grafico da lei realizzato per denunciare la violazione dei diritti umani in Africa, creato in collaborazione con il Gruppo Abele e la Cooperazione Internazionale viene applaudito a Bruxelles. Nel 2012 passa un breve periodo nelle favelas brasiliane per documentare la vita dei bambini di Salvador de Bahia. Impegnata costantemente accanto al popolo palestinese passa un periodo della sua vita nei territori occupati nella Cisgiordania, documentando la difficoltosa vita della popolazione di Jenin, ricevendo così il premio da Amnesty International “ Giornalismo per i Diritti Umani”. Nel 2016 si impegna sulle coste calabresi per denunciare la sparizione dei minori non accompagnati. Nel 2017 conduce un importante progetto con un gruppo di minori ed insegnanti di un villaggio alle porte di Hebron. Oggi ancora lavora come fotoreporter e reporter per denunciare la costante violazione dei diritti umani, è curatrice della mostra fotografica itinerante Hurry Up in favore della liberazione di Julian Assange.

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