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OBIETTIVO NET ZERO E BIOEDILIZIA| L’ONU INVITA I GOVERNI A IMPORRE FANGO, PAGLIA E DETRITI BOSCHIVI COME MATERIALI PER L’EDILIZIA DEL FUTURO

Il mondo è sconvolto dalle continue richieste delle élite globaliste dell’ONU, che ora sembrano aver lanciato un ritorno ai tempi preistorici, chiedendo al pubblico di abbandonare le comodità delle abitazioni tradizionali per vivere in case di fango e paglia. Sappiamo bene che la bioedilizia oggi raggiunga degli standard piuttosto elevati ma questa mossa eccentrica è presentata come un modo per raggiungere gli obiettivi di Net Zero e dell’Agenda 2030. Ecco cosa rivela il nuovo rapporto dell’ONU.

L’ONU ha recentemente pubblicato un rapporto che traccia misure estreme che i cittadini delle nazioni occidentali devono adottare per conformarsi all’agenda ecologica delle élite globaliste. Per raggiungere l’obiettivo di Net Zero, ossia zero emissioni di carbonio entro il 2050, come imposto dall’ONU e dal Forum Economico Mondiale, il pubblico dovrà sacrificare significativamente la qualità della propria vita e abbracciare la visione tecnocomunista delle élite globaliste.

Secondo l’ONU, le tradizionali abitazioni non sono più accettabili, e le persone devono iniziare a vivere in strutture realizzate con materiali come mattoni di fango, bambù e “detriti” forestali. Il rapporto insiste sul passaggio alle “pratiche di materiali rigenerativi”, che implicano l’uso di materiali da costruzione “eticamente prodotti” a bassa emissione di carbonio.

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Il rapporto ci riporta indietro nel tempo, all’epoca in cui la maggior parte delle culture costruiva grandi edifici e città con materiali autoctoni come terra, pietra e materiali a base biologica, tra cui legno, canna, paglia e bambù. In contrasto con gli edifici moderni in cemento, acciaio e vetro, l’ONU sostiene che “massicci edifici di fango sono stati mantenuti per secoli con le loro strutture intatte”.

L’ONU presenta i dettagli di questo piano nel rapporto intitolato “Materiali da Costruzione e il Clima: Costruire un Nuovo Futuro”. Questo è uno dei tanti rapporti che sono emersi di recente, che iniziano a delineare i cambiamenti necessari per raggiungere l’obiettivo di “Net Zero” delle élite globaliste. Puoi scaricare qui sotto il documento.

Il settore delle costruzioni, si afferma, rappresenta il 37% delle emissioni di gas “dovute all’attività umana”, come la CO2. Per ridurre questa percentuale, saranno necessarie misure drastiche. Il rapporto specifica che materiali come cemento, acciaio e alluminio saranno utilizzati solo quando “assolutamente necessario”.

Non sorprende che l’ONU, composta da individui non eletti, richieda azioni legislative nel suo rapporto sulle costruzioni, suggerendo che i soldi dei contribuenti debbano essere impiegati per far rispettare i suoi progetti ecologici. Il rapporto afferma che saranno necessari “incentivi governativi, campagne di sensibilizzazione, e quadri legali e regolamentari” per promuovere il piano delle capanne di fango dell’ONU.


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