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Lavoro, Vaccini e Diritto: Una Sentenza Epocale in Italia

Nel cuore dell’Aquila, il Tribunale in composizione monocratica, guidato dalla saggezza di Giulio Cruciani, Giudice del Lavoro, ha pronunciato una sentenza destinata a segnare un’epoca. Un verdetto che rimarrà inciso nei libri di giurisprudenza, una risposta al grido di chi ha visto il proprio lavoro appeso a un filo, in bilico tra la legge e la dignità umana.

Come riporta il sito di notizie News Academy Italia – Intelligence For Freedom, il Tribunale dell’Aquila, Sez. Lav., 13 settembre 2023, n. 136 – Dichiara Illegittima la sospensione dal lavoro per gli inadempienti all’obbligo di vaccinazione e condanna al risarcimento del danno biologicoQui la sentenza

Una premessa fondamentale: In questo caso era in discussione non tanto la legittimità dell’obbligo vaccinale Sars-CoV-2, ma piuttosto la legittimità, in un caso specifico, della sospensione dal lavoro dovuta all’assenza della vaccinazione obbligatoria per coloro che hanno superato i cinquant’anni, come stabilito dall’art. 4, quinquies, c. 4, dl. 44/21. Questa è la questione centrale in esame.

Nessuna legge, né costituzionale né ordinaria, impone un obbligo vaccinale anti Sars-CoV-2 basato sull’età dei lavoratori. L’obbligo sussiste solo se il vaccino è uno strumento di prevenzione dal contagio, come dovrebbe essere. L’Italia si basa sul lavoro, sull’articolo 1 della Costituzione, che pone il lavoro come fondamento non solo della dignità professionale ma anche della dignità personale. Il reddito da lavoro è spesso l’unico sostentamento, senza il quale si scivola verso l’abisso dell’indigenza e della dipendenza.

Gli articoli 4, 4-bis, 4-ter, 4-quater e 4-quinquies del dl. 44/21 sembrerebbero imporre l’obbligo vaccinale anti Sars-CoV-2 a determinate categorie di lavoratori e a quelli di età superiore ai cinquant’anni, in nome della salute pubblica. Ma questa lettura è superficiale e incostituzionale.

Il motivo per cui si richiedeva che il lavoratore fosse vaccinato era la supposta prevenzione dell’infezione, affinché non diventasse un veicolo di contagio per i colleghi. Questo era il fondamento e il limite di applicazione di queste norme. E qui sta il problema: non vi è alcuna evidenza scientifica che dimostri che un vaccinato non possa contrarre l’infezione e contagiarne altri. La realtà dimostra il contrario, con casi di contagio tra vaccinati e non.

È evidente che, mancando il presupposto per cui alcuni lavoratori possono essere ammessi nei luoghi di lavoro e altri no, la sospensione del lavoratore, giustificata dalla mancata vaccinazione, è priva di fondamento.

Per completezza, va osservato che un atto amministrativo che imponesse una discriminazione simile, non prevista dalla legge primaria, sarebbe contrario alla legge e andrebbe disapplicato.

In conclusione, l’obbligo vaccinale per gli ultracinquantenni era volto a evitare il contagio, non le sue conseguenze. Pertanto, se il lavoratore vaccinato e quello non vaccinato possono contrarre e diffondere l’infezione allo stesso modo, almeno per quanto riguarda l’accesso al lavoro, non possono essere trattati in modo diverso.

Le sentenze della Corte Costituzionale, sebbene importanti, non hanno effetto vincolante per i giudici di merito. La loro funzione è nomofilattica, mirata a garantire l’esatta osservanza della legge. Non possono sostituire la giustizia dei tribunali.

La sentenza del Tribunale di L’Aquila è un faro nella tempesta delle decisioni legali. Rappresenta la difesa della dignità umana e dei diritti dei lavoratori, senza distinzioni ingiustificate. È un monito a non confondere la prevenzione con la discriminazione. La legge è la bussola, ma la giustizia è la stella polare che guida il nostro cammino.


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Davide Donateo

Fondatore, Editore e Direttore Editoriale di News Academy, con una notevole esperienza, già fondatore di Database Italia e della casa editrice inglese Database International. Autore esperto nel campo della geopolitica e dell'OSINT (Open Source Intelligence), impegnato nella produzione di analisi approfondite e informazioni di alta qualità. Notevole Il suo impegno nel diffondere consapevolezza e conoscenza su temi cruciali che modellano il mondo contemporaneo.

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