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La vita che non c’è

Non so voi ma io sono veramente stanco di tutti questi beceri professionisti “dell’informazione”. Sono stanco dei Bruno Vespa, delle Myrta Merlino, dei Fazio, Floris, Gruber, Parenzo e chi più ne ha ne metta. Oggi poi, sono stanco anche dei “ritardati del risveglio”. Da Cacciari a Giordano anche qui c’è né per tutti.

Come se non bastasse, mi è anche toccato sorbirmi Alessandro Baricco, che con il suo fare da intellettuale “sopra tutto e tutti”, ci spiega che la colpa di tutto quello che è successo e della situazione in cui ci troviamo, è dello “storytelling”. Cioè la storia raccontata è stata esagerata rispetto poi ai fatti successi.

Insomma non è che il piano criminale per ammazzare scientificamente la gente, e cambiare le dinamiche del mondo è sbagliato e orribile, ma è che è stato tutto esasperato. Tutto troppo esagerato. Talmente esagerato che alla Scuola Holden, quella fondata e diretta da Baricco appunto, si entrava con il green pass. Altrimenti stavi fuori. Lo storytelling raccontato da Baricco, passa appunto dal green pass e dalle regole imposte dal potere.

Perché non sono più le parole che fanno la differenza, ma i fatti. Veramente è sempre stato così. Puoi anche dire in tv, sui giornali, sui social che “..si è esagerato con la grande paura”, ma poi se fai entrare la gente nella tua scuola solo ed unicamente con il green pass, sei come tutti gli altri. Un allineato al potere, connivente con le sue manovre e i suoi diktat. A pensarci bene, non sei come tutti gli altri, sei peggio.

Guardate come siamo ridotti, a farci raccontare la nostra vita da questi imbonitori da paese, che meno di 100 anni fa, sarebbero stati cacciati a calci dalle strade. Eppure, oggi basta che uno qualunque di questi nuovi “guru” blateri una qualunque fesseria e tutti ci credono. Tutti si affannano a trovare rimedi personali, a passarsi stupide e non verificate informazioni, a sostenere una tesi (falsa anche quella) piuttosto che un’altra, soltanto perché un “vip” uno scagnozzo dello stato, pagato per diffondere schifezze, ha sentenziato una sua verità. Non siamo più capaci di scegliere, di ragionare di prendere noi le nostre decisioni. Soprattutto, non siamo più in grado di portare avanti una nostra tesi, una nostra idea. Sosteniamo soltanto, quello che questi “cantastorie” ci sciorinano ogni giorno.

Sono stanco anche di chi ancora oggi, dopo tutto quello che sta venendo fuori, fa finta di non accorgersi di niente. Oppure ed è peggio, non si accorge proprio di niente. Di come siamo stati raggirati, plasmati per il “nuovo mondo”. Messi in fila come soldatini, per asservire i “potenti” della terra che hanno deciso perché si annoiavano, di ribaltare le sorti del pianeta.

Il Covid 19 non è mai esistito. È ora che tutti vaccinati e non, ne prendano atto. È ora che chi ci ha creduto, chieda scusa a parenti, familiari stretti, amici, conoscenti e faccia ammenda. È ora che abbandoniate i medici che vi hanno costretti nella migliore delle ipotesi, ad una vita di paura. Coloro che hanno avuto parenti o amici che sono deceduti, è ora che si rivolgano ad un avvocato che si è battuto contro tutta questa menzogna e chieda le autopsie dei propri cari, dei propri amici. È ora che vi affidiate ai medici che sono stati radiati, che hanno continuato a combattere e salvare le vite delle persone, senza spettacolarizzazioni, senza ballare Jeurusalema negli ospedali trasformati in camere di morte. È ora che si faccia ammenda di tutto quello che è successo, e tutti insieme, proprio tutti, si chieda chiarezza e giustizia.

Altro che 25 aprile o Primo Maggio. Qui bisogna rifondare una coscienza di popolo, bisogna riscrivere la “vera” storia, bisogna ricostruire un’identità di paese. Bisogna smettere di avere paura di cose che non sono mai esistite. Dalla fine della guerra e ancora molto prima, dall’Europa al Covid, ci sono state raccontate enormi menzogne atte solo a istillare la paura nelle nostre menti.

Perché non usciamo dall’Europa? Perché noi cittadini non decidiamo, visto che il paese siamo noi e non quei quattro criminali che siedono sugli scranni del parlamento? Perché non si fa un bel referendum e si decide di uscire? Perché tra paure, inganni, interessi sotto banco, tutti abbiamo le nostre ragioni buone o cattive che siano.

Di che cosa abbiamo paura? Possibile che nessuno sappia leggere i fatti che giornalmente accadono? L’Inghilterra è uscita dall’Europa e tutti dicevano: “Adesso vedranno sti poveri idioti”. L’Europa gli ha ammoniti: “Prenderemo le nostre contromisure”. Sono passati tre anni non due giorni, tre anni e non è successo niente. Gli inglesi stanno benissimo. Londra resta una delle città più care al mondo come negli anni settanta quando ci misi piede la prima volta. La vita a Londra è la stessa degli anni ottanta quando ci tornai ed è identica a quella degli anni novanta quando lavoravo con gli inglesi. Oggi è niente di più niente di meno di quella degli anni duemila.

Invece all’opposto, la Croazia è entrata nell’Euro qualche mese fa. Il risultato? Inflazione, crisi di prezzi, aumenti vertiginosi etc. etc.

Questa la BBC: https://www.bbc.com/news/business-64302706

Questo Euractiv: https://www.euractiv.com/section/economy-jobs/news/croatia-clashes-with-merchants-over-post-euro-wild-price-hikes/

E mentre “Le Monde” salutava felicemente l’ingresso della Croazia nell’Euro, sottolineando che: “Gli esperti garantiscono che l’ingresso del paese nell’Euro farà da scudo all’inflazione che attanaglia il mondo”, appena quattro giorni dopo l’adozione dell’Euro, ecco cosa scriveva il Balkan Insight: “La Croazia scioccata dall’aumento dei prezzi”.

https://balkaninsight.com/2023/01/04/price-hikes-shock-croatia-following-introduction-of-euro/

La colpa ovviamente è sempre della gente. Dal barista che aumenta il caffè, al benzinaio che mette la benzina più cara. Colpa del panettiere che ti vende il pane al doppio del prezzo.

Insomma il mainstream e i media si affrettano a dire che la colpa è nostra. Siamo noi che non siamo capaci a vivere in modo adeguato. Siamo noi, che non siamo capaci ad accettare il cambiamento in atto e di conseguenza, siamo noi che ne subiremo gli effetti peggiori. E noi ci crediamo da sempre.

È la solita vecchia storia. Il potere dispone, trama, organizza, diffonde e noi, il popolo, non facciamo altro che assoggettarci e vivere la nostra vita come vogliono loro. Secondo i loro dettami. Sono anche stanco di continuare a ripetere alle persone che questa, è l’unica vita che abbiamo. Almeno con queste sembianze, in questa forma, in questo universo. Non so che cosa ci sia dopo, ma so di per certo che non ho nessuna intenzione di vivere questa vita come vogliono loro.

Stanno succedendo cose orribili nel mondo. Cose ordite e orchestrate dal potere. Siamo in guerra, l’ho scritto poco tempo fa: https://brunomarro.blogspot.com/2023/04/world-war-iii.html

Pochi se ne curano. Pochi lo hanno capito. Quasi tutti, continuano a vivere la vita di tutti i giorni, come se fossero loro a decidere cosa fare e come farlo. C’è ormai un enorme traffico di bambini che si può dire “legalizzato” o “accettato”. Bambini che vengono ammazzati per traffico di organi, per abusi sessuali, per usarli come schiavi nelle miniere, per costruire i telefonini le batterie elettriche delle auto o anche solo per gratuita violenza. Ma noi pensiamo di vivere la nostra vita come vogliamo noi, secondo le nostre regole. Ci sono milioni di lavoratori nel mondo sfruttati, rinchiusi e trattati come servi, che per qualche dollaro al mese fanno lavori che non si possono immaginare. Ma noi pensiamo di vivere la nostra vita come vogliamo noi, secondo le nostre regole. L’inflazione cresce, i prezzi degli alimentari sono alle stelle, e le aziende nostrane sono state quasi tutte svendute a Francesi e Tedeschi. Ma noi pensiamo di vivere la nostra vita come vogliamo noi, secondo le nostre regole.

Seguiamo morbosamente e mettiamo i like sui social, a gentaglia che andrebbe emarginata, processata, messa in galera, fatta sparire dalla faccia della terra. Feccia umana che si approfitta dei popoli, per vivere nel lusso mentre discredita il potere, cioè loro stessi, fomentando violenza e invidia, per raggiungere un solo scopo: compiacere il potere, il loro potere, e costringerci a vivere la vita come vogliono loro. Pendiamo dalle labbra di ignobili personaggi, che ci forniscono svaghi domenicali rinchiudendoci negli stadi o incollandoci davanti alla televisione. Siamo dei deboli, che viviamo della violenza degli altri, per illuderci di essere anticonformisti, rivoluzionari, innovatori.

Comunque la giriate, siamo schiavi di un enorme “Truman Show”. Siamo complici di un gigantesco raggiro che ci fa vivere la nostra vita come vogliono i pochi potenti, illudendoci di vivere la vita come la vogliamo noi. E noi non facciamo niente. Anzi, ci scagliamo gli uni contro gli altri etichettandoci in modo da dare un “disprezzo” maggiore ai pensieri o alle azioni di questa o quella fazione. Ci dividiamo invece di unirci, ci indeboliamo invece di rafforzarci. Esattamente come vuole il potere. Perché è più facile, più comodo. Meglio egoista che altruista. Meglio salvare casa mia, la mia macchina elettrica che rinunciarci. Tra un po’ in ogni caso, dovremo rinunciare a quasi tutto. Ce ne renderemo conto a breve e continueremo a vivere nell’illusione di vivere una vita che in realtà non c’è. Non ci appartiene. Continueremo con l’illusine di essere stati noi gli artefici e i promotori di questi cambiamenti. Per il bene del pianeta, per un futuro migliore.

Devo dire che, forse per età, ormai comprendo un po’ tutte le ragioni. Chi se ne frega degli altri, chi si arrabatta per sé stesso, chi si dedica agli altri. Chi non vede o non sente, chi sente troppo, chi prevede etc. etc. In fondo siamo miserabili esseri, che ci trasciniamo cercando di vivere quello che abbiamo nel migliore dei modi, o quello che crediamo sia il modo migliore. Siamo umani che spesso calpestiamo i resti di qualche altro umano, catalogandolo come un fatto spiacevole, ma “normale” nella vita di tutti i giorni. Sacrificare qualcuno o qualcosa per il bene comune. Siamo esseri manipolabili, che abbiamo tutti gli stessi mali.

Spesso la gente mi chiede: “Ma se fosse vero quello che dici, a chi giova tutto questo? Per quale ragione”? Per la stessa ragione per la quale ai vostri bambini, raccontate la favola di Babbo Natale. È molto meglio l’illusione, della verità. Siamo molto più fragili sentimentalmente nella favola, che nell’amara verità. Siamo molto più a nostro agio nell’illusione e nella menzogna, che nella realtà oggettiva.

Siamo ominidi che si illudono di vivere una vita che non c’è.

Bruno Marro

https://brunomarro.blogspot.com/

https://brunomarro.it/


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Bruno Marro

Bruno Marro nasce a Torino il 5 marzo 1956 Musicista, compositore e scrittore, nella sua carriera ha scritto musiche per cartoni animati, trasmissioni televisive e fatto regia teatrale.

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