Geopolitica

L’Iran non ha fallito e il messaggio a sostegno della Palestina è storico. Distrutte due importanti basi strategiche israeliane nel deserto del Negev

La resistenza palestinese contro l’attacco israeliano e il chiaro messaggio dell’Iran

Ciò che è accaduto la scorsa notte in territorio israeliano va considerato attraverso occhi palestinesi, tutti i fronti della resistenza compreso l’FPL hanno dichiarato che il bombardamento attraverso drone e missili sia stata una prova evidente che l’Iran, nonostante il silenzio di questi mesi, è un partner nella difesa del popolo occupato. Dobbiamo comprendere a livello psicologico quanto ciò che è accaduto nelle scorse ore sia importante per tenere ferma sulle proprie posizioni la resistenza palestine e non cadere in eventuali compromessi per il rilascio degli ostaggi, numerosi video da Hebron a Jabalia hanno confermato l’entusiasmo nel vedere ciò che da 75 anni i palestinesi attendevano con ansia, un attacco contro un regime sionista che sembrava intoccabile…Israele non è intoccabile. Al fondo dell’articolo è inserito il comunicato stampa ufficiale iraniano contro le Nazioni Unite e la loro negligenza.

Il popolo palestinese resiste da oltre sei mesi contro un massacro senza precedenti e mentre Netanyahu ha evidentemente fallito militarmente, l’Iran ha inviato un messaggio molto chiaro ai combattenti in Cisgiordania e sulla Striscia di Gaza, confermando che i martiri non sono morti invano.

Questo per l’Occidente è un messaggio molto pericoloso.

Non è neanche da sottovalutare la risposta di Putin agli Stati Uniti ufficializzata intorno alle 23 della serata del 13 aprile 2024, la Russia ha infatti confermato un suo eventuale intervento nel caso in cui l’Iran venisse attaccata da una coalizione Nato, tra cui Usa, Francia, Inghilterra ed ovviamente l’Italia.

Dobbiamo comprendere anche che al contrario di Israele ciò che ha compiuto l’Iran non è identificabile come crimine di guerra, visto e considerato che la risposta è avvenuta dopo mesi di genocidio e il bombardamento contro la sede diplomatica iraniana in Damasco, inoltre non sono stati colpiti obiettivi civili. L’Iran ha provato senza ombra di dubbio la sua efficienza missilistica contro il sistema di difesa israeliano, alcuni missili sono stati in grado di confondere l’Iron Dome appunto grazie all’improvviso cambio di rotta.

Israele ed i media occidentali nella loro falsa narrazione dichiarano che il sistema di difesa Iron Dome abbia distrutto il 99 per cento di missili e drone in volo diretti a colpire Israele, in realtà non è così, vi sono numerosi video che provano la distruzione di due importanti basi militari adiacenti al deserto del Negev, tra cui la base aerea che fornì le postazioni di partenza per il bombardamento sulla città di Damasco contro l’Iran. Tra queste vi è la distruzione della base aerea Nevatim sita nella Palestina occupata meridionale, la base militare è tra le più importanti dell’esercito di occupazione. al contrario di ciò che viene divulgato sono numerosi i video che ne accertano l’annientamento.

L’aereoporto Ben Gurion in Tel Aviv è stato parzialmente danneggiato.

Passata l’una di notte numerosi missili balistici provenienti dall’Iraq diretti verso le terre occupate, sorvolando il cielo di Jabalia a nord della Striscia di Gaza. Razzi ed esplosioni nel cielo di Nablus, numerosi altri razzi si dirigono verso Eilat città turistica adiacente al deserto del Negev.

Comunicato ufficiale iraniano: *Nell’ambito delle politiche strategiche della Repubblica islamica dell’Iran, la Guardia rivoluzionaria islamica dichiara quanto segue: Dopo più di 10 giorni di silenzio e negligenza da parte delle organizzazioni internazionali, in particolare del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, condannare l’aggressione e la criminalità del regime sionista attaccando la sezione consolare dell’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran a Damasco come segnale nel colpire i territori del nostro paese e il martirio di 7 consulenti legali del paese. Il regime penale ai sensi dell’articolo 7 della Carta delle Nazioni Unite, in risposta a questi crimini e in esecuzione di precedenti avvertimenti e per garantire le legittime richieste dell’Iran e per punire l’aggressore, usando le sue capacità di intelligence strategica attraverso missili e droni, l’istituzione militare ha attaccato obiettivi dell’esercito terrorista sionista nei territori occupati, con successo colpendoli e distruggendoli.

  1. Avvertendo il governo terrorista americano che qualsiasi sostegno o partecipazione a danni degli interessi dell’Iran comporterà una risposta decisiva e deplorevole da parte delle forze armate della Repubblica islamica dell’Iran. Inoltre, l’America è ritenuta responsabile delle azioni malvagie del regime sionista, e se questo regime di uccisione di bambini non sarà limitato nella regione, ne subirà le conseguenze.
  2. Ponendo l’accento sulla politica di buon vicinato con i vicini e i paesi della regione, qualsiasi minaccia da parte dello Stato terroristico d’America e dell’entità sionista di qualsiasi paese sarà accolta con una risposta reciproca e proporzionata dalla Repubblica islamica dell’Iran alla fonte della minaccia.

Assicuriamo l’eroico popolo dell’Iran che la Guardia Rivoluzionaria Islamica e le altre forze armate del paese resisteranno fino alla morte in difesa degli interessi nazionali e neutralizzeranno gli sforzi dei nemici per destabilizzare la sicurezza e la pace del popolo.


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Antonietta Chiodo

Antonietta Chiodo Attualmente ha concluso la sua collaborazione con News Academy Italia. Antonietta Chiodo si occupa di diritti umani da sempre, nasce a Roma ma si diploma alla scuola del cinema di Milano, nel 2006 il progetto grafico da lei realizzato per denunciare la violazione dei diritti umani in Africa, creato in collaborazione con il Gruppo Abele e la Cooperazione Internazionale viene applaudito a Bruxelles. Nel 2012 passa un breve periodo nelle favelas brasiliane per documentare la vita dei bambini di Salvador de Bahia. Impegnata costantemente accanto al popolo palestinese passa un periodo della sua vita nei territori occupati nella Cisgiordania, documentando la difficoltosa vita della popolazione di Jenin, ricevendo così il premio da Amnesty International “ Giornalismo per i Diritti Umani”. Nel 2016 si impegna sulle coste calabresi per denunciare la sparizione dei minori non accompagnati. Nel 2017 conduce un importante progetto con un gruppo di minori ed insegnanti di un villaggio alle porte di Hebron. Oggi ancora lavora come fotoreporter e reporter per denunciare la costante violazione dei diritti umani, è curatrice della mostra fotografica itinerante Hurry Up in favore della liberazione di Julian Assange.

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