Geopolitica

L’Italia sceglie di affamare i bambini di Gaza

Il popolo italiano ha scelto di non tacere e scendere in piazza nel giorno della memoria dimostrando nuovamente la propria vicinanza al popolo palestinese, nel frattempo il ministro Antonio Tajani continua imperterrito con le sue false dichiarazioni, confermando di avere sostenuto sino ad oggi la popolazione di Gaza; in queste ore sceglie però insieme alla premier Giorgia Meloni di chiudere temporaneamente le sovvenzioni all’ UNRWA a sostegno della popolazione nell’enclave.

Il presidente in carica Philippe Lazzarini lancia un appello a cuore aperto, chiedendo alle nazioni tra cui l’Italia di riconsiderare la decisione presa il 27 gennaio a fronte dell’emergenza umanitaria che rischia di uccidere per fame 2 milioni di persone, dichiarando inoltre che una inchiesta interna è già stata avviata e che gli operanti hanno visto il proprio contratto di lavoro sospeso immediatamente.

Non ci spieghiamo quindi perché i nove paesi tra cui l’Italia scelgano di attenersi alla politica statunitense, essendo nuovamente complici di questo genocidio e accogliendo le accuse di Israele, casualmente la denuncia giunge poco dopo l’ordinanza emessa dalla Corte Internazionale di Giustizia contro lo stato sionista.

Le dichiarazioni di Philippe Lazzarini in queste ore confermano che non vi è alcuna intenzione da parte di nove stati membri nell’ aiutare il popolo palestinese:

“Questa questione molto grave è già stata sottoposta all’Ufficio dei servizi di supervisione interna delle Nazioni Unite, la massima autorità investigativa nel sistema delle Nazioni Unite. Sarebbe altamente irresponsabile punire un’agenzia e l’intera comunità a causa di accuse contro alcuni individui. L’UNRWA condivide ogni anno con i paesi ospitanti un elenco dei nomi di tutti i suoi dipendenti, compreso Israele, sottolineando che l’agenzia non ha mai ricevuto alcuna riserva riguardante dipendenti specifici”.

I gruppi di resistenza all’unanimità hanno risposto attraverso un comunicato stampa alle false accuse utilizzate da Israele:

“Le accuse in corso contro l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi – UNRWA mirano a incitare i paesi di tutto il mondo a tagliarle i finanziamenti, invitiamo gli organismi delle Nazioni Unite e le istituzioni internazionali a non rispondere e a cedere a queste false accuse. Condanniamo fermamente l’incitamento dell’entità sionista contro le istituzioni internazionali che contribuiscono a fornire soccorso al nostro popolo”.

Nella giornata di ieri non si è fatta attendere anche la risposta indignata del direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus :

“L’OMS respinge l’accusa lanciata ieri da Israele, durante la riunione del Comitato esecutivo, secondo cui l’OMS è in collusione con Hamas e sta chiudendo un occhio sulla sofferenza degli ostaggi detenuti a Gaza. Tali false affermazioni sono dannose e possono mettere in pericolo il nostro personale che rischia la vita per servire i più vulnerabili. In quanto agenzia delle Nazioni Unite, l’OMS è imparziale e lavora per la salute e il benessere di tutte le persone.”

Il ministro Tajani non essendo più in campagna elettorale dovrebbe dare a tutti noi prova di questi fantomatici aiuti inviati sino ad oggi a sostengno del popolo gazawi, aiuti che a noi non risultano in entrata dopo il 7 ottobre. Nelle scorse ore il magazine inglese The Economist pubblica un’ inchiesta in cui dichiara che quella di Gaza è la più grave crisi del ventunesimo secolo, confermando nuovamente l’atto genocidario di Israele nei confronti di questo popolo. Con questa mossa Israele ed i suoi alleati mettono ufficialmente Antonio Guterres, segretario generale dell’ONU con le spalle al muro, l’accusa mossa da Benjamin Netanyahu e sostenuta dagli alleati non permetterà l’ingresso di tutti gli aiuti umanitari nella striscia, scatenando inoltre dubbi sull’attendibilità dell’ONU organo eletto per l’attuazione dei provvedimenti richiesti dal tribunale dell’AJA. Non conosciamo ad oggi il numero esatto dei membri coinvolti in questa inchiesta condotta dagli Usa e sostenuta anche da Regno Unito, Australia, Canada, Finlandia, Germania, Paesi Bassi e Svizzera, oltre a Stati Uniti e Italia.


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Antonietta Chiodo

Antonietta Chiodo Attualmente ha concluso la sua collaborazione con News Academy Italia. Antonietta Chiodo si occupa di diritti umani da sempre, nasce a Roma ma si diploma alla scuola del cinema di Milano, nel 2006 il progetto grafico da lei realizzato per denunciare la violazione dei diritti umani in Africa, creato in collaborazione con il Gruppo Abele e la Cooperazione Internazionale viene applaudito a Bruxelles. Nel 2012 passa un breve periodo nelle favelas brasiliane per documentare la vita dei bambini di Salvador de Bahia. Impegnata costantemente accanto al popolo palestinese passa un periodo della sua vita nei territori occupati nella Cisgiordania, documentando la difficoltosa vita della popolazione di Jenin, ricevendo così il premio da Amnesty International “ Giornalismo per i Diritti Umani”. Nel 2016 si impegna sulle coste calabresi per denunciare la sparizione dei minori non accompagnati. Nel 2017 conduce un importante progetto con un gruppo di minori ed insegnanti di un villaggio alle porte di Hebron. Oggi ancora lavora come fotoreporter e reporter per denunciare la costante violazione dei diritti umani, è curatrice della mostra fotografica itinerante Hurry Up in favore della liberazione di Julian Assange.

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