Geopolitica

I BAMBINI BERSAGLIO DI ISRAELE? L’UNICEF RIVELA L’IMPRESSIONANTE NUMERO DI MORTI E FERITI

In un momento in cui il mondo rimane a guardare, l’Ufficio delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) ha reso noti dati inquietanti che gettano luce sulla tragica realtà che si sta svolgendo nella Striscia di Gaza. Dall’inizio degli eventi lo scorso 7 ottobre, più di 500 bambini hanno perso la vita, mentre altri 1600 hanno riportato gravi ferite. Queste cifre sono in costante aumento, come ha dichiarato Salim Aweis, responsabile dei media dell’UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa.

Secondo le statistiche del Ministero della Salute di Gaza, il bilancio delle vittime ha raggiunto quota 1900 palestinesi, tra cui 614 bambini e 370 donne, mentre il numero dei feriti ha superato 7696. La situazione nella Striscia di Gaza è stata descritta come estremamente difficile e potrebbe diventare catastrofica se persistesse l’attuale livello di violenza, che va avanti da giorni.

Aweis ha sottolineato che l’impatto su famiglie e bambini non si limita alle perdite di vite e alle ferite. Vi è un grave impatto psicologico e gli approvvigionamenti essenziali non possono raggiungere la popolazione, a causa del blocco imposto a Gaza che interrompe il flusso di acqua ed elettricità. L’approvvigionamento di carburante per il funzionamento degli ospedali, per esempio, è a malapena sufficiente per pochi giorni.

L’accesso all’acqua potabile e il sistema fognario sono fortemente compromessi, aumentando notevolmente il rischio di diffusione di malattie. Questa catastrofe umanitaria è exacerbata dalle condizioni di vita precarie della popolazione di Gaza, che da oltre un decennio è sottoposta a un rigido blocco israeliano, iniziato nel 2006.

All’origine di questa recente escalation di violenza vi è stata l’operazione “Tempesta Al-Aqsa” avviata da Hamas e altre fazioni palestinesi in risposta agli attacchi continui delle forze israeliane e dei coloni contro il popolo palestinese e le sue proprietà, in particolare la Moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme Est.

Da parte loro, le forze armate israeliane hanno intrapreso l’operazione “Sciabole di Ferro,” proseguendo con pesanti bombardamenti su diverse aree di Gaza. Questa Striscia costiera, abitata da oltre due milioni di palestinesi, continua a soffrire per le condizioni di vita estremamente precarie e il prolungato assedio israeliano.

In questo contesto, il pericolo di epidemie è aumentato a causa dei danni alle reti idriche e fognarie, mettendo a repentaglio la salute di molte persone, in particolare dei bambini. La comunità internazionale è chiamata a rispondere a questa crisi umanitaria in corso, cercando soluzioni immediate per porre fine a questa devastante spirale di violenza.


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