Geopolitica

Scosse di speranza alla conferenza per la pace: L’incisivo discorso dell’ambasciatore cinese e l’appassionato appello di Alessia Ruggeri risvegliano la determinazione per un mondo pacifico e senza armi

La conferenza internazionale della “Coalizione per la Pace”, organizzata dallo Schiller Institute francese, ha riunito un gruppo di personalità di spicco provenienti da diverse parti del mondo per discutere temi cruciali legati alla pace e allo sviluppo globale.

L’evento, coperto da News Academy grazie alla presenza e al lavoro di Alessia Ruggeri, ha suscitato grande interesse e attenzione per i temi cruciali legati alla pace e allo sviluppo globale.

Uno dei tanti momenti salienti della conferenza è stato il discorso di Ilia Subbotin, consulente per le relazioni internazionali della Federazione Russa in Francia e vice rappresentante permanente della Federazione Russa presso il Consiglio d’Europa. Nel suo intervento, riportato ieri da News Academy, Subbotin ha affrontato tematiche cruciali riguardanti il futuro delle relazioni tra Russia e Occidente, esponendo la posizione ufficiale del suo paese e condividendo la sua vasta esperienza diplomatica.

Durante l’evento, due discorsi in particolare hanno catturato l’attenzione del pubblico, quelli dell’ambasciatore cinese Lu Shaye e proprio quello di Alessia Ruggeri, membro ICP e collaboratrice dello Schiller Institute.

Lu Shaye, l’ambasciatore cinese in Francia, ha pronunciato un discorso potente, enfatizzando l’importanza della cooperazione internazionale e della pace nel contesto delle sfide globali attuali. Ha affermato: “Il mondo è diviso in due campi: il campo pro-guerra, guidato dagli Stati Uniti, che prolunga il conflitto fornendo armi all’Ucraina, e il campo pro-pace, che si impegna attivamente nella diplomazia per favorire la riconciliazione e i negoziati di pace”. Lu Shaye ha sottolineato il ruolo cruciale che l’Europa potrebbe svolgere nel promuovere la stabilità e la cooperazione internazionale, affermando:

“L’Europa, con la sua profonda esperienza storica, dovrebbe riflettere attentamente e contribuire con saggezza e forza alla scelta giusta per il proprio paese e per l’umanità”.

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L’ambasciatore cinese in Francia Lu Shaye, posa durante una sessione fotografica a Parigi, il 10 settembre 2019. (Foto di Martin BUREAU / AFP)

L’ambasciatore cinese ha anche sottolineato l’importanza della Belt and Road Initiative, affermando che più di 3.000 progetti di cooperazione sono stati firmati, generando un investimento di quasi 1.000 miliardi di dollari, creando 420.000 posti di lavoro e aiutando quasi 40 milioni di persone a uscire dalla povertà. Ha sottolineato che l’obiettivo non è la “decoupling” o la rottura delle catene di approvvigionamento, ma la cooperazione aperta, inclusiva e vantaggiosa per tutti.

Il discorso di Lu Shaye ha evidenziato la volontà della Cina di promuovere la pace e la cooperazione internazionale, sottolineando il ruolo centrale dell’ONU nella governance della sicurezza e l’importanza della consultazione e dell’interazione tra le grandi potenze. Ha concluso affermando: “L’umanità è una comunità di destini, condividendo sia i momenti felici che quelli difficili. Più che mai, le nazioni sono interconnesse e interdipendenti, e più che mai, sono chiamate a lavorare insieme per affrontare le sfide e raggiungere il progresso”.

Alessia Ruggeri, presidente UPI, membro ICP e collaboratrice dello Schiller Institute, ha offerto un intervento appassionato e incisivo, rappresentando il punto di vista di coloro che si oppongono all’invio di armi all’Ucraina. Ha citato l’articolo 11 della Costituzione italiana, che ripudia la guerra come strumento di offesa e promuove la pace e la giustizia tra le nazioni. Con determinazione, ha affermato:

“Smettere di inviare armi all’Ucraina significa affermare le ragioni della vita contro quelle della morte, poiché nei conflitti armati le maggiori vittime sono civili”.

Alessia Ruggeri

Alessia Ruggeri ha criticato la decisione del governo italiano di fornire armi all’Ucraina, definendola un asservimento completo alla Comunità Europea e alla NATO. Ha richiamato l’attenzione sul precedente della guerra in Jugoslavia, sottolineando che in quel caso si scelse di non inviare armi e che tale decisione ha portato a una maggiore tutela delle vite civili. Ha esortato i governanti italiani ed europei a non alimentare questa guerra e a impegnarsi per scongiurare il rischio di una guerra nucleare.

Il discorso di Alessia Ruggeri ha ricevuto un caloroso sostegno dal pubblico presente alla conferenza, che ha applaudito ripetutamente le sue parole. La sua voce autorevole e appassionata ha messo in luce l’importanza della pace come unica soluzione possibile e ha invocato azioni concrete per promuovere la pace e fermare il pericolo di una guerra nucleare.

L’impegno di Lu Shaye e di Alessia Ruggeri per la pace hanno lasciato un segno durante la conferenza internazionale a Strasburgo, evidenziando la necessità di un dialogo costruttivo, della cooperazione internazionale e dell’impegno concreto per un mondo più pacifico e stabile.


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