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PFIZER: Il Cinismo dell’AD Bourla – “Stiamo Trasformando il Cancro nel Nuovo Covid”

“L’Oncologia, è il nostro nuovo Covid”, ha detto l’amministratore delegato di Pfizer durante un’intervista a Fox Magazine. “Abbiamo fatto quello che abbiamo fatto con il Covid. Siamo molto orgogliosi di aver salvato il mondo, ma ormai è alle nostre spalle. Vogliamo farlo ancora una volta e penso che l’oncologia sia la nostra migliore possibilità per farlo”.

Solo alcuni mesi fa, abbiamo messo in luce gli investimenti mastodontici di Pfizer e la sua scommessa sulle malattie cardiache, argomento che ha attirato l’attenzione di Google, con conseguente censura del nostro articolo. Tuttavia, nonostante le prove tangibili a sostegno delle nostre affermazioni, il gigante farmaceutico continua a esercitare una forte influenza sull’informazione, modellando ciò che può essere pubblicato e ciò che viene taciuto attraverso i suoi generosi finanziamenti ai guardiani dell’informazione ufficiale.

Il gigante farmaceutico statunitense Pfizer, noto per gli scandali legati alla commercializzazione del suo siero Anti Covid-19, si sta ora rivolgendo con altrettanta avidità al mercato oncologico, nel tentativo di compensare il calo delle entrate dovuto alla riduzione della domanda di vaccini anti-Covid. Il CEO Albert Bourla ha apertamente paragonato l’oncologia al “nuovo Covid” per l’azienda, un approccio cinico e commerciale verso una delle malattie più devastanti del nostro tempo.

“L’oncologia è il nostro nuovo Covid”, ha affermato con noncuranza Bourla, suggerendo una transizione opportunistica verso un nuovo ‘nemico’ profittevole, dopo che i guadagni straordinari legati al Covid-19 sono iniziati a svanire.

Il colmo dell’ipocrisia. Dopo averci bombardato con i loro vaccini, ora sembrano voler capitalizzare anche sulla cura delle malattie che potrebbero essere state, come dimostrano nuovi studi, potenzialmente scatenate dai loro stessi prodotti.
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Il legame tra i vaccini anti-Covid di Pfizer e l’aumento dei cosiddetti “turbo tumori” è oggi sotto la lente degli scienziati e l’aumento esponenziale dei casi di tumori in fasce che fino a qualche tempo fa non erano percentualmente coinvolte, oggi preoccupano i sistemi sanitari e gli oncologi in tutto il mondo. Diversi studi peer reviewed evidenziano questa connessione, con evidenze che suggeriscono un aumento esponenziale dei casi di cancro dopo la vaccinazione contro il COVID-19.

Il quadro che emerge è sconcertante e rivela un incredibile conflitto di interessi da parte di Pfizer e del suo CEO Bourla. Dopo aver lanciato massicce campagne di vaccinazione anti-Covid, ora sembra che stiano cercando di capitalizzare sul trattamento dei tumori, una conseguenza diretta o indiretta delle loro stesse azioni.
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Il termine “turbo tumori” non potrebbe essere più appropriato per descrivere l’aumento drammatico dei casi di cancro, specialmente tra i giovani vaccinati con il Covid mRNA. Studi peer reviewed, inclusi quelli condotti da eminenti ricercatori giapponesi, confermano la relazione tra il vaccino anti-Covid di Pfizer e questa preoccupante tendenza.

Le dichiarazioni del Prof. Francesco Schittulli, Presidente della Lega Italiana Lotta ai Tumori, sollevano ulteriori preoccupazioni, evidenziando un aumento significativo dei casi di cancro, soprattutto tra le donne sotto i 40 anni. Questo è un campanello d’allarme che non possiamo ignorare, specialmente considerando che potrebbe esserci una connessione diretta con i vaccini Covid.

L’esplosione di “turbo cancro” è un fenomeno senza precedenti che preoccupa anche l’OMS e dovrebbe essere affrontato con la massima serietà e urgenza. È inaccettabile che un’azienda come Pfizer, che già ha un’ampia influenza sul mercato farmaceutico, stia cercando di capitalizzare sulle malattie che potrebbero essere state aggravate o causate dai loro stessi prodotti.

Il comportamento di Pfizer e Bourla è moralmente riprovevole e richiede una rigorosa indagine sulle sue responsabilità. Non possiamo permettere che le aziende farmaceutiche continuino impunemente a giocare con la nostra salute e il nostro benessere a fini di lucro.

Solo nel 2022, Pfizer ha registrato ricavi da capogiro, con 37,8 miliardi di dollari provenienti dai vaccini anti-Covid e 18,9 miliardi dalla pillola antivirale Paxlovid. Tuttavia, con il calo delle vendite a 71 miliardi di dollari nel 2023 e un crollo delle azioni del 42% da fine 2022, è evidente che l’azienda stia cercando disperatamente il prossimo grande colpo di scena per mantenere i suoi margini di profitto stratosferici.

Bourla ha lodato le misure di contenimento dei costi come la chiave del successo iniziale del 2024, trascurando di dire però che il grande successo è stato ottenuto grazie a centinaia di licenziamenti. Questo dimostra una volta di più come, sotto la guida di Bourla, Pfizer sembra considerare i lavoratori e i pazienti poco più che pedine in un gioco di scacchi finanziario.

L’acquisizione di Seagen da 43 miliardi di dollari, una mossa per rafforzare la presenza di Pfizer nell’oncologia, è un altro esempio di come l’azienda stia cercando di monopolizzare trattamenti vitali, potenzialmente a discapito dell’accessibilità per i pazienti. Con prezzi proibitivi come 4.446 dollari per una dose di Padcev, il trattamento del cancro rimane un lusso per molti, mentre Pfizer continua a elogiare tali acquisizioni come saggio investimento.

Le dichiarazioni di Bourla sulla missione di combattere il cancro e sul suo ottimismo per i progressi futuri suonano vuote quando pronunciate da chi vede nelle malattie un’opportunità di profitto più che una sfida umanitaria. L’industria farmaceutica ha il dovere di operare con etica e responsabilità, soprattutto quando si tratta di malattie che possono essere una sentenza di morte.

Pfizer cerca di dipingere la propria strategia come un’eroica lotta contro il cancro, le azioni e le parole del suo CEO raccontano una storia molto diversa: una storia di profitto sopra ogni cosa, anche a costo di sfruttare le paure e le speranze di milioni di persone afflitte dal cancro.


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Davide Donateo

Fondatore, Editore e Direttore Editoriale di News Academy, con una notevole esperienza, già fondatore di Database Italia e della casa editrice inglese Database International. Autore esperto nel campo della geopolitica e dell'OSINT (Open Source Intelligence), impegnato nella produzione di analisi approfondite e informazioni di alta qualità. Notevole Il suo impegno nel diffondere consapevolezza e conoscenza su temi cruciali che modellano il mondo contemporaneo.

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