Economia

2024 L’anno del Rublo

“I bei tempi danno alla luce persone deboli, le persone deboli creano tempi difficili”

La crisi internazionale sta facendo emergere tutte le contraddizioni del vecchio mondo globalista, stiamo attraversando un periodo storico molto complesso e fragile che scardina gli equilibri formatisi negli ultimi 60 anni attraverso il processo di “dollarizzazione”.

Il dollaro, a causa delle politiche neocoloniali, da valuta di riserva si è trasformato in uno strumento funzionale alla conquista del mondo.

Oggi, le Banche Centrali nel mondo sono impegnate in un accumulo d’oro al fine di rendere più stabile e affidabile la loro valuta sul mercato degli scambi internazionali. Sta avvenendo un ritorno al Gold Standard? No. È semplicemente un periodo di transizione, il dollaro come “valuta di riserva”, così viene definita le valuta di riferimento mondiale utilizzata per la maggior parte degli scambi internazionali, ha perso questa caratteristica e non essendo disponibile una moneta che lo sostituisca, ogni Paese, per una transazione commerciale, di volta in volta sceglie una valuta alternativa, che risulta la più conveniente e affidabile in quel settore commerciale.

Sono necessari tempi lunghi per creare una valuta di Riserva e di pagamento mondiale. Queste non nascono con uno schiocco di dita, far convergere gli intenti e le idee degli uomini di governo per spingere i mercati nel riconoscere una valuta quale strumento affidabile per gli scambi commerciali a livello mondiale è un processo molto complesso e irto di difficoltà che spesso sono anche insormontabili. La storia ne è testimone.

All’inizio del XX secolo, gli Stati Uniti superarono la Gran Bretagna per dimensioni economiche, ma la sterlina rimase per altri 50 anni come valuta di riserva. Solo dopo la seconda guerra mondiale, allo smantellamento dell’impero Britannico, cessò di svolgere quel ruolo, il tutto accompagnato da strategie militari e dal potere valutario che il dollaro acquisì quando venne associato alla materia prima più importante del pianeta: il petrolio. Il petrodollaro spinse la moneta statunitense verso una credibilità e affidabilità uniche, questa fu una delle ragioni per cui divenne la Valuta di Riserva utilizzata in tutto il mondo per le transazioni finanziarie.

Oggi non è più così, a distanza di soli 2 anni dall’inizio del conflitto in Ucraina, il mondo si è trasformato, il processo di “globalizzazione” è morto, il vecchio mondo “unipolare” viene sostituito con una nuova configurazione definita “multipolare” promossa dalla Russia. Questo nuovo mondo presenta caratteristiche totalmente nuove che tendono a demolire il vecchio sistema.

Questo comporterà, molto probabilmente, una ennesima suddivisione in due blocchi, uno a guida Statunitense ed uno a guida BRICS. Sono stati necessari vari passaggi negli ultimi dieci anni per formarsi le condizioni che stanno portando il mondo, in apparente naturale svolgimento degli eventi, verso questo risultato. Si intravvede emergere all’orizzonte, anche se ancora lontano come tempi di realizzazione, una nuova Valuta di Riserva.

Il processo in atto vede il mondo in rapida de-dollarizzazione e questo rende il tutto molto complicato. Il fatto che ora non esista una moneta unica che diventi un mezzo di pagamento affidabile e sicuro per tutti, sostituendo semplicemente quella precedente proprio come il dollaro stesso ha sostituito la sterlina nel XX secolo, tende a favorire la formazione di nuove alleanze commerciali, politiche e militari.

Al termine della seconda guerra mondiale, favorito dagli accordi di Bretton Woods, il dollaro si impose come moneta sovrana, acquisendo caratteristiche di valuta di riserva, grazie anche al vantaggio ottenuto dall’intermediazione di operatori petroliferi quali: il West Texas Intermediate Crude, il Norway Brent Crude e l’United Arab Emirates Dubai Crude. Per poter operare nel mercato mondiale e poterlo influenzare, stabilendo il prezzo del greggio, svolsero un ruolo determinante gli Emirati Arabi Uniti.

Questa prassi fù interrotta a luglio 2011, con l’apertura della borsa valori di Kish, in Iran. L’isola di Kish presentava caratteristiche speciali per il libero commercio. L’Iran, attraverso un progetto ambizioso, entrò in competizione con il centro economico finanziario degli Emirati Arabi Uniti a Dubai.

Nel 2012, la Cina siglò accordi commerciali con Giappone e Iran, per il pagamento nella propria valuta locale. Nello stesso anno, con ulteriori accordi commerciali, la Cina avrebbe acquistato il greggio dalla Russia in Yuan e più recentemente, come riportato anche dal sito del quotidiano russo “Kommersant”, apprendiamo che, in un recente accordo del 2022, il presidente della Gazprom, Alexei Miller, e quello della compagnia cinese Cnpc, Dai Houliang, hanno incrementato ulteriori accordi sui pagamenti, in rubli e yuan, per le forniture di gas russo. Questo tipo di procedure stanno espandendo la fiducia verso un modello diverso non più basato sul dollaro.

Questa prassi si è avviata, per cause di forza maggiore, a causa delle scelte politiche in ambito economico e militare attuate dagli Stati Uniti.

Attraverso vari studi e analisi di geopolitica, gli esperti hanno stabilito che i Paesi possono essere considerati come esseri viventi e condizionabili nei loro processi vitali. Ma non si può non tenere conto del fatto che un essere vivente quando sente la necessità di nutrirsi, se non ha alternative nutrizionali, rischia di diventare un cannibale nei confronti degli altri.

Secondo questa strategia, quando gli USA, spinti da una forte ambizione egemonica rafforzata dal neoliberismo, hanno iniziato a mettere in pratica questo nuovo modo di considerare i Paesi influenzandone i loro parametri vitali e dissanguandoli delle loro risorse attraverso guerre e corruzione, non avendo più alternative “nutrizionali”, per il sostento della loro economia interna, hanno semplicemente tentato di “mangiarseli”. In molti casi, proprio come in un noto gioco di società, vi sono riusciti.

Dopo il febbraio 2022, con l’iniziativa Russa in forte opposizione a questo processo, molti Paesi hanno ripreso fiducia in se stessi innescando l’implosione di quel meccanismo economico, fortemente speculativo, che minava la credibilità del dollaro quale valuta di riserva.

La Russia ha un nuovo ruolo nel panorama geopolitico ed economico mondiale, con caratteristiche politiche e capacità diplomatiche credibili, che sono espressione del suo impegno per un alternativa alla guida anglosassone. Col suo atteggiamento, ha avviato molti Paesi verso un nuovo percorso, alla ricerca di un nuovo assetto economico finanziario mondiale, che vede nel futuro prossimo l’ovvia nascita di una nuova valuta di riserva.

In questa nuova fase storica, per poter passare ai pagamenti nelle valute locali, i Paesi incontrano un percorso irto di problemi. Per l’India, ad esempio, il commercio in rupie non è stato possibile a causa delle restrizioni ancora in vigore; lo Yuan cinese per ragioni politiche non può svolgere questo importante ruolo in quanto India e Cina sono avversari di lunga data e i possibili pagamenti in Dirham devono affrontare difficoltà strutturali per ora insormontabili.

Il dollaro, divenuto fortemente speculativo, ha subito un automatismo come quello che avviene nelle bolle finanziarie che, al loro apice, perdono in credibilità esplodono e la bolla si sgonfia.

Oggi, al di fuori del circuito anglosassone, molti Paesi si avviano verso la ricerca di una nuova moneta come opzione “sicura” per il commercio internazionale. Il processo che si avvia è talmente importante e sentito che, anche i Paesi fortemente legati al dollaro come, ad esempio Corea del Sud e Indonesia, hanno deciso di utilizzare le loro valute nazionali per gli scambi bilaterali.

Al sedicesimo Forum Economico Eurasiatico a Samarcanda, il professore Dmitry Mityaev, segretario esecutivo del Consiglio Scientifico e Tecnico, sotto la Presidenza CEE (Commissione Economica Euroasiatica), ha affrontato in conferenza il tema sullo sviluppo della circolazione monetaria, quali meccanismi finanziari e cosa comportano quando la moneta di un Paese acquisisce lo status di Riserva.

L’analisi del Prof. D. Mityaev è molto interessante e chiara nei contenuti, mostra nuovi scenari possibili di un futuro mondo in formazione:

“il mondo in rapida de-dollarizzazione rende questo processo complicato dal fatto che ora non esiste una moneta unica che diventi un mezzo di pagamento conveniente e sicuro per tutti. In tutto il mondo sembrerebbe necessario un ritorno all’oro e nelle nuove condizioni dovrebbe essere creato un sistema finanziario “multicircuito” per il commercio estero. Ma un sistema “multicircuito” non è legato solo al commercio estero, ma anche alla struttura della circolazione monetaria in generale. Questa non è un’invenzione del XX secolo, è stata creata novecento anni fa quando i Cavalieri Templari ricevettero dal Papa il diritto esclusivo all’usura.”

Infatti ripercorrendo il passato, i templari crearono il primo sistema di circolazione monetaria denominato a “doppio circuito”. Facciamo un piccolo salto nella storia.

Quando il cavalieri partivano per le crociate con sacchi pieni d’oro, spesso venivano uccisi e predati delle loro ricchezze. Per questo motivo l’Ordine dei Templari aprì circa diecimila priorati (filiali), sparse in tutta Europa e in Medio Oriente. Potevi recarti in qualsiasi filiale e presentare un conto di scambio per ricevere i contanti. Lo stesso sistema fu creato Seicento anni dopo, dalla Banca d’Inghilterra che con l’emissione di obbligazioni creò una fonte di denaro a lungo termine e a buon mercato.

In precedenza a questo periodo storico il commercio fra Ovest ed Est era molto rischioso con tassi di finanziamento al commercio oscillanti fra il 10 e il 20% annuo. Alla nascita del sistema a doppio circuito i tassi scesero al 5% annuo e rimasero su quel livello per circa altri 200 anni sulle obbligazioni emesse della Banca d’Inghilterra, un grande flusso di capitali confluì in Gran Bretagna.

Circa cento anni fa l’Unione Sovietica creò lo stesso sistema a due circuiti e lanciò il rublo trasferibile come terzo circuito. Questo strumento non esisteva in forma cartacea e non circolava internamente all’URSS, veniva utilizzato solo per il commercio estero e per la compensazione con i paesi del COMECON. Oggi qualsiasi Paese che voglia svilupparsi possiede un sistema “multicircuito”, Occidente compreso.

Questo grafico descrive la storia delle valute di riserva:

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Ogni cento anni circa, la valuta principale cambia, poiché, come abbiamo visto, a causa di meccanismi naturali innescati dall’uomo, diventa troppo speculativa, tutti in qualche modo ne rilevano la trasformazione e cominciano ad abbandonarla.

Un altro ruolo molto importante per lo sviluppo monetario è svolto dal debito pubblico.

Secondo diversi esperti di economia, in Russia, la politica di minimizzazione del debito pubblico è fondamentalmente sbagliata. Ritengono pertanto sia necessario un aumento del debito attraverso nuovi importanti investimenti e accordi con i Paesi Arabi.

La Cina è il Paese più grande in termini di monetizzazione economica e debito, si sta già avvicinando al Giappone. L’offerta di moneta M2 la quale indica possibili aumenti o cali dei livelli di inflazione, in Cina è maggiore di quella degli Stati Uniti e dell’Europa messi insieme: l’economia cinese è monetizzata e i suoi mercati del debito sono grandi.

Il debito di un Paese non può crescere all’infinito perché questo fenomeno presenta specifici problemi: il debito funziona per un certo periodo, e poi i suoi rendimenti iniziano a diminuire quando i capitali esterni al Paese emettitore crescono oltre certi parametri. In Giappone, ad esempio, il reddito derivante dai capitali esportati supera già quello guadagnato all’interno del paese. Anche la Gran Bretagna ha avuto periodi simili.

Questa è definita la teoria dei “cicli lunghi”. Innanzitutto si verifica un’espansione della produzione, poi, quando tutti i mercati interni sono già stati sviluppati, si verifica l’espansione finanziaria, i capitali vengono esportati e il paese si trasforma in un “rentier” e questo è ciò che vediamo ora accadere negli Stati Uniti: l’industria non si è più sviluppata e l’infrastruttura non è stata più aggiornata.

Oggi il rifiuto del dollaro avviene in modo molto attivo, gli USA sono diventati un Paese “rentier”, l’economia interna è ai minimi storici e sopravvive grazie ai capitali esteri.

La Cina si sta sbarazzando dei titoli del Tesoro americano, da circa un trilione e mezzo di dollari ora ne possiede ottocento miliardi e, secondo gli ultimi dati, anche meno.

La maggior parte dei Paesi sta sostituendo il dollaro con oro fisico e/o altre risorse, creando enormi riserve di tutto ciò che possono.

Per quanto riguarda la Russia, il rublo, per ora, non è un mezzo di pagamento internazionale conveniente. A causa della sua volatilità, come moneta è sottovalutata e frequentemente svalutata in termini reali, i capitali scappano, non arrivano investimenti produttivi, ma solo speculativi.

Secondo il Center for Macroeconomic Analysis and Short-Term Forecasting, è stato calcolato che la rendita finanziaria e tecnologica pagata dal Sud del mondo risulta essere circa il 4% del PIL, mentre secondo i calcoli degli analisti Russi negli ultimi trent’anni, in media, la Russia ha pagato circa il 5-7% del PIL all’anno per l’utilizzo del sistema finanziario globale. Ora, sorprendentemente, si riscontra che da quando lo SWIFT ha escluso la Federazione Russa da dollari ed euro, le transazioni non costano più dell’1,5-2%, e fino al 10-15% se vengono utilizzati paesi intermediari o valute intermedie. Questo è dovuto agli accordi che la Federazione Russa ha dovuto sottoscrivere con i Paesi amici negli scambi commerciali impiegando le proprie monete.

Gli Stati Uniti hanno prosperato negli ultimi cinquant’anni, e soprattutto negli ultimi trent’anni, grazie alla stampa del denaro. Questo, dal punto di vista dei conservatori americani, è la ragione del degrado e della sconfitta dell’America. Proprio a causa del fatto che sono rimasti agganciati al petrodollaro e alla facilità di stampare denaro fiat, ha provocato una dismissione dell’impegno nell’economia reale, facendo lievitare il debito fuori misura.

Vi è un interesse della Russia alla de-occidentalizzazione del commercio globale, ma non solo da parte della Russia, anche i paesi arabi, africani, sud America e asiatici. Vogliono la de-dollarizzazione, la de-occidentalizzazione, in modo che tutti i loro pagamenti avvengano al di fuori del sistema occidentale. Allo stesso tempo, nonostante si riscontri una crescita e richiesta di adesioni da parte di vari Paesi, c’è anche molto scetticismo riguardo alla possibile futura valuta BRICS.

In merito a ciò vi è stata un importante dichiarazione, a Dicembre 2023, del Ministro delle Finanze Russo Anton Siluanov, il quale ha annunciato che la Russia nel 2024 presiederà i BRICS e promuoverà la creazione di una nuova unità di conto comune.

Quanto tempo è necessario, quali meccanismi si devono attivare, quali accordi dovranno sottoscrivere i paesi che vi aderiscono?

Robert Mundell, considerato il padre dell’euro, indicò che per utilizzare una moneta comune i paesi che vi aderiscono devono avere delle politiche convergenti.

Vi sono diversi modi per avviare questa operazione, uno è quello di emettere un asset finanziario digitale basato su un determinato paniere di valute dei paesi BRICS, ma è un operazione che richiede decenni.

Un’altra opzione in cantiere è la probabile futura moneta BRICS, denominata R5, che prende nome dalle iniziali delle cinque valute dei paesi che ne fanno attualmente parte: Real, Rublo, Rupia, Renminbi e Rand, corrispondenti a Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa, ma anche questo processo si trova ancora in alto mare e inoltre, fra i vari Ministeri delle Finanze di questi Paesi, si è aperto un dibattito, molto importante sui meccanismi finanziari che permetteranno una raccolta fondi e prestiti in valuta locale necessari alla creazione della moneta della Nuova Banca per lo Sviluppo, o più semplicemente: Banca Brics.

In merito il prof D. Mityaev fa queste considerazioni:

“Come nuova unità di conto la Banca BRICS, è piccola, cento miliardi di capitale dichiarato, pagato, secondo me, molto meno, dieci miliardi, e questo capitale, è in dollari. La valuta del suo bilancio è il dollaro, proprio come, ad esempio, l’Asian Infrastructure Investment Bank, alla quale partecipiamo anche noi. Queste organizzazioni sono state create in “tempo di pace”; sono una sorta di copia carbone della Banca Mondiale (ricordo che nella sede dell’AIIB ci dissero con orgoglio che uno dei principali guru della Banca Mondiale era coinvolto nella stesura dello statuto della banca). Se questa istituzione è l’emittente o la banca di compensazione del nuovo sistema, allora non dovrebbe trovarsi nella zona del dollaro”.

Sembra quindi che la valuta BRICS possa nascere solo con un ritorno al Gold Standard. Un ritorno forzato. Questa è la terza volta nella storia della Russia e, nella sua forma attuale, il rublo non può essere una forma di pagamento internazionale conveniente. Senza ombra di dubbio però la Russia è interessata al rafforzamento e alla stabilizzazione del rublo.

Per quanto riguarda le quote di partecipazione dei Paesi aderenti ai BRICS sono state determinate nel modo: 41% per la Cina, 18% rispettivamente per Russia, Brasile, India e 5% per il Sudafrica. Questo attribuisce al sistema una sorta di stabilità, anche se questo bacino non ha, per il momento, funzionato davvero. È stato creato per accreditare i saldi dei pagamenti in dollari quando ci sono problemi. Questo è irrilevante per la Russia in quanto non possono avere nulla in dollari. Una materia come la valuta di conto dei BRICS rappresenta il livello di trattativa politica più alto e, ovviamente, non può essere affrontata senza le banche centrali.

La sfida che li attende sarà garantire la stabilità degli accordi reciproci. Il primo incentivo e vantaggio immediato è che se commerci in valute nazionali, avrai un surplus grazie all’impiego della propria moneta. Se concorderanno in anticipo, che accetteranno la loro valuta nelle riserve, allora tutto andrà molto più tranquillamente. Per ora, in linea di principio, non essendo pienamente consolidata, l’unità di conto BRICS è ancora utile per tutti gli aderenti.

Ma non si tratta solo degli eventuali benefici sui servizi di pagamento nelle valute nazionali, purtroppo, ci sono anche gravi ritardi dovuti a diverse procedure d’impiego. Esse sottostanno al fatto che in qualunque accordo commerciale sia impegnata la Russia oggi, con l’ultimo pacchetto di sanzioni, emerge una norma “No Russia”, cioè tutto ciò in cui c’è almeno qualche traccia di esportazioni o importazioni in Russia deve essere tracciato, le verifiche relative alle sanzioni creano ritardi di pagamento che possono essere di settimane o addirittura mesi.

Questa situazione rende tutti nervosi, gli arabi, i sudcoreani e altri vogliono pagare con le loro valute nazionali semplicemente perché non c’è più fiducia che il vecchio sistema non rifiuterà il servizio a nessuno per nessun motivo, il clima di tensione dovuto al possibile coinvolgimento sanzionatorio ha creato la consapevolezza della creazione di un precedente dalle conseguenze catastrofiche.

Dobbiamo osservare che un Paese vincolato da un embargo e sanzioni è impedito nello sviluppo a causa della assenza di scambi commerciali, se sprovvisto di beni, è destinato a soccombere e a cedere alle richieste dei Paesi sanzionatori. La storia è piena di questi episodi. Un aspetto importante per capire la reale situazione della Russia sono i tentativi internazionali di isolamento con le sanzioni che, il mondo anglosassone e l’Europa, hanno tentato di imporle in seguito al conflitto in Ucraina.

Pare che, in occidente, nessuno sia stato in grado di prevedere se in seguito alle imponenti sanzioni, il mercato mondiale potesse fare a meno di quello Russo, eppure è un dato determinante. Oggi si scopre che si è agito in modo superficiale e impulsivo dimostrando le scarse conoscenze delle potenzialità della Russia col risultato inefficace delle sanzioni.

La miopia cronica della diplomazia, considera la Russia, un nemico per le democrazie e per i valori che esse dovrebbero esprimere, il condizionale è d’obbligo. È una valutazione vergognosamente ingenua o è stata premeditata col fine di proseguire col vecchio sistema?

La Russia ha saputo essere determinante nei numerosi accordi commerciali stipulati con Paesi amici sul fronte Orientale, attuando procedure fondamentali per evitare l’isolamento internazionale.

Il mondo ha scoperto che le esportazioni della Russia nel settore dei cereali forniscono cibo a 300-350 milioni di abitanti e i fertilizzanti influiscono su 700 milioni di persone, ma, soprattutto, nel settore energetico e dei combustibili la Russia è insostituibile per la Grande Eurasia, questo è stato determinante nel rafforzamento della maggior parte degli accordi.

Senza la Russia, infatti, il Sud e il Sud-Est Asiatico non sono in grado di svilupparsi in modo dinamico e garantire la connettività del continente e del mondo.

In due anni di guerra la Russia è cresciuta economicamente ed ha avuto modo di risollevarsi tessendo una tela di nuove relazioni internazionali attenendosi al rispetto del Diritto Internazionale, facendo emergere di volta in volta tutte le ipocrisie e le strumentalizzazioni opportunistiche e ipocrite del mondo Occidentale. La prassi del “doppio standard”, come più volte denunciato in varie sedi internazionali, con la applicazione di regole non scritte ha portato il mondo a questa catastrofe mondiale da cui potrebbe risollevarsi e ricevere un forte impulso in questa direzione solo grazie alla creazione di un nuovo sistema di relazioni internazionali politiche e commerciali che permetteranno a tutti di vivere secondo trattati e accordi condivisi. Per ora il tutto è ancora in formazione, la Russia fino ad oggi è stata un esempio magistrale, un modello di riferimento, in questa direzione e, non solo, con i Paesi dell’area BRICS.

Recentemente anche la Banca BRICS, ha dichiarato che non può lavorare in rubli perché potrebbe incorrere in sanzioni secondarie. È necessario creare un’area di operatività commerciale separata dalla zona del dollaro, in modo che non si corra il rischio di cadere sotto sanzioni secondarie e non si utilizzi il vecchio sistema di regolamento e di scambio. Ma questo è facile a dirsi e più difficile a farsi.

La storia insegna che il mondo non può andare avanti senza una o più valute di riserva.

Ma è anche necessario che un Paese si faccia avanti, superi i primi ostacoli ed emerga in modo chiaro, proprio come è successo l’ultima volta, quando il dollaro è diventato la nuova valuta di riserva mondiale.

La più grande economia mondiale, la Cina, non è ancora pronta e non vuole davvero fare dello yuan una valuta di riserva mondiale.

Poco tempo prima che il dollaro divenisse la valuta di riserva, l’economista John Keynes, propose il Bancor, una sorta di valuta internazionale (contrattuale), ma siccome, a quel tempo l’America era l’economia più forte al mondo, possedeva oltre la metà della produzione mondiale, affermazione del dollaro.

Oggi, non essendoci le condizioni di allora e non essendoci un Paese con le caratteristiche che allora avevano gli Stati Uniti, è possibile cogliere l’occasione e sfruttare finalmente l’idea di Keynes, creare una valuta sintetica contrattuale.

Pertanto se nessuno al momento fra i potenziali Paesi, avanza iniziative concrete e fosse solo la Russia a farlo, dovrebbe trovare tutto più semplice. Svolge un ruolo impportante e naturale come garante degli accordi economici e politici, grazie alla sua crediiltà e correttezza, un esempio di garanzia del Diritto Internazionale ed equità per tutti.

“La soluzione attualmente possibile, per un consolidamento del nuovo mondo, è il rublo digitale, se verrà lanciato adesso possiede le caratteristiche per divenire la nuova valuta di riserva come quella che descrisse Keynes.”

Il rublo digitale avrebbe le caratteristiche adatte per un sistema monetario multicanale e multicircuito. Ai fini del commercio estero sarebbe trasferibile e sarebbe ben controllato e tracciato.

Il 2024, rappresenta il punto culminante, anche per il sistema finanziario, sarà un anno importante e indicativo. Quest’anno potrà esserci un certo aggravamento in una serie di indicatori, il ciclo elettorale, il debito nazionale degli Stati Uniti e tutto questo dovrà essere risolto. Tutti gli attori in gioco saranno costretti a fare qualcosa, molti parametri necessitano un nuovo asset economico.

Comunque, qualsiasi configurazione si sviluppi in ambito internazionale, per la Russia è indispensabile un rublo forte, rafforzato in termini reali e a lungo tempo. I rappresentanti politici, la Banca BRICS, le Banche Centrali dei Paesi aderenti, avranno in mano il destino del loro prossimo futuro.

Nel 2024 la Russia ha un’opportunità unica di acquisire sovranità finanziaria e leadership nell’avvio di un sistema commerciale e finanziario globale alternativo, sarà molto probabilmente, attraverso di lei che il mondo vedrà nascere un nuovo mondo. L’Occidente non ha più le caratteristiche economiche necessarie, il processo in ogni caso è inarrestabile, non essere riusciti ad isolare la Russia si sta rivelando mortale per il vecchio sistema. In Occidente non abbiamo la minima idea di quanto gran parte del mondo rifiuti il sistema di valori del neoliberismo globalista, il Re è nudo e anche la propaganda Occidentale.


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Gianfranco Uccheddu

Osservatore indipendente in campo politico e sociale. Scrive e collabora come opinionista e reporter per alcune testate online.

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