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Incarcerazione imminente per Sam Bankman-Fried di FTX. Il giudice revoca la cauzione per manipolazione dei testimoni

Sam Bankman-Fried finirà in carcere venerdì, dopo che un giudice ha deciso di accogliere la richiesta avanzata dai pubblici ministeri federali di revocare la cauzione del co-fondatore di FTX. Sarà portato in custodia preventiva direttamente dall’aula di tribunale a New York, dove rimarrà detenuto in attesa del suo processo penale, il quale è previsto per il 2 ottobre. Il giudice Lewis Kaplan ha respinto la richiesta di Bankman-Fried di rimanere in libertà in attesa di appello.

Dall’arresto avvenuto lo scorso dicembre, Bankman-Fried aveva ottenuto una cauzione di 250 milioni di dollari che lo obbligava a rimanere a Palo Alto, presso la casa dei suoi genitori in California. La comparizione in tribunale di venerdì rappresenta l’ultima tappa di una serie di udienze preliminari legate ai continui rapporti dell’ex miliardario con i media, scambi che il Dipartimento di Giustizia definisce come un “modello di ostacolo alla giustizia e di violazione delle condizioni di cauzione”. In luglio, il giudice Kaplan aveva ammonito severamente Bankman-Fried per le sue conversazioni con i media.

Numerose lettere di opposizione alla detenzione di Bankman-Fried sono state presentate da membri della stampa, tra cui il consulente legale del New York Times e il Comitato dei giornalisti per la libertà di stampa, che citano preoccupazioni per la libertà di espressione. Analogamente, gli avvocati della difesa hanno sostenuto che Bankman-Fried stava esercitando il suo diritto costituzionale alla libertà di parola e non aveva violato alcuna delle sue condizioni di cauzione parlando con i giornalisti.

Gli avvocati che rappresentano l’ex capo della FTX hanno sottolineato che, con Bankman-Fried in carcere, non sarebbe stato in grado di prepararsi adeguatamente per il processo, dato l’enorme volume di documenti che sono accessibili solo tramite un computer con connessione Internet. La mozione che ha richiesto la detenzione di Bankman-Fried afferma che, negli ultimi mesi, l’imputato ha inviato oltre 100 e-mail ai media e ha effettuato più di 1.000 telefonate a membri della stampa. Gli ultimi sviluppi hanno incluso la divulgazione, da parte di Bankman-Fried, del diario privato della sua ex ragazza, Caroline Ellison, al New York Times. Ellison si è dichiarata colpevole di accuse federali nel dicembre del 2022 e collabora con il governo, essendo considerata una testimone chiave per l’accusa.

L’accusa sostiene che, nonostante le restrizioni imposte a Bankman-Fried sull’uso di Internet e del telefono, quest’ultimo ha cercato di influenzare gli eventi tramite contatti personali. In particolare, l’accusa ha affermato che Bankman-Fried ha avuto oltre 100 telefonate con uno degli autori di un articolo pubblicato dal New York Times prima che l’articolo fosse reso pubblico, molte delle quali sono durate circa 20 minuti. Questi sforzi, secondo l’accusa, sono stati volti a screditare Ellison, costituendo ciò che viene definito un “mezzo di intimidazione indiretta dei testimoni attraverso la stampa”. Questo argomento ha convinto il giudice Kaplan a decidere di incarcerare Bankman-Fried prima del processo.

Da notare che l’accusa ha dovuto ritirare le accuse due volte in conformità con un accordo di estradizione firmato con le Bahamas, dove Bankman-Fried era precedentemente detenuto. Il governo ha comunicato al giudice, tramite una lettera, che la prossima settimana presenterà una nuova accusa sostitutiva.


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Davide Donateo

Fondatore, Editore e Direttore Editoriale di News Academy, con una notevole esperienza, già fondatore di Database Italia e della casa editrice inglese Database International. Autore esperto nel campo della geopolitica e dell'OSINT (Open Source Intelligence), impegnato nella produzione di analisi approfondite e informazioni di alta qualità. Notevole Il suo impegno nel diffondere consapevolezza e conoscenza su temi cruciali che modellano il mondo contemporaneo.

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